Movimento ecclesiale carmelitano “La tua vita in me”

“La tua vita in me”
Tutto è pronto per l’annuale Ritiro d’Avvento del Movimento Ecclesiale Carmelitano. Domenica 02 dicembre infatti le comunità della Sicilia si ritroveranno a Palermo – nella sede comunitaria del capoluogo in Via Pindemonte, 3 – per una giornata dal programma intenso che avrà due punti focali: la meditazione dal titolo “La tua vita in me” a cura di Padre Antonio Maria Sicari e la testimonianza di Maide Ricciardi e Alessandro Bozzetti, amici di Chiara Corbella Petrillo.
L’accoglienza è prevista alle ore 10.00: seguiranno la recita delle lodi, la meditazione di Padre Antonio Maria Sicari, la Santa Messa, il pranzo, e la testimonianza di Maide e Alessandro.
Nato nel 1943, sacerdote dal 1967, P. Antonio Maria Sicari appartiene alla Provincia Veneta dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, al cui servizio ha svolto l’ufficio di docente per alcuni corsi di teologia dogmatica e di spiritualità (presso lo Studio Teologico Carmelitano di Brescia), come pure il compito di maestro dei novizi e di superiore provinciale. Dal 1981 al 1989 è stato direttore della redazione italiana della rivista “Communio”, continuando anche negli anni successivi a scrivere articoli e saggi.
Nel 1993 P. Antonio Sicari ha fondato il Movimento Ecclesiale Carmelitano – un’esperienza di comunione tra religiosi e laici che, nel rispetto delle reciproche vocazioni, promuove la condivisione delle ricchezze dottrinali dell’antico carisma carmelitano – attualmente diffuso in varie città d’Italia e in nazioni come la Romania, il Belgio, il Libano, la Lettonia, gli Stati Uniti, la Colombia. Consultore della Congregazione per il Clero della Santa Sede dal 2003, P. Sicari ha pubblicato numerose opere di agiografia (quattordici volumi di “Ritratti di Santi”, per un totale di circa 140 profili) e di teologia spirituale ricevendo, nel 2011, il Premio Narducci – in occasione della Festa annuale del quotidiano “Avvenire”.
La foto di Chiara sorridente con la benda – che in questi anni ha fatto il giro del mondo – è straordinaria se si considera che è stata scattata nell’aprile del 2012, qualche giorno dopo aver scoperto di essere una malata terminale. Nelle settimane che seguono, trascorse insieme a suo marito in disparte e lontano dalla città, nella casa di famiglia vicino al mare, Chiara si prepara all’incontro con lo Sposo. Sostenuti dai sacramenti amministrati quotidianamente da padre Vito, che condivide con loro questo tempo intenso, Chiara e suo marito Enrico sono più che mai forti della fedeltà di Dio, che li ha sempre accompagnati in una misteriosa letizia.
Chiara muore a mezzogiorno del 13 giugno 2012, dopo aver salutato tutti, parenti ed amici, uno a uno. Dopo aver detto a tutti “Ti voglio bene”.
Il suo funerale viene celebrato a Roma il 16 giugno 2012 nella chiesa di Santa Francesca Romana all’Ardeatino. Le persone accorse sono moltissime. Il cardinale Agostino Vallini, presente alla celebrazione, dichiara: «ciò che Dio ha preparato attraverso di lei, è qualcosa che non possiamo perdere». Da allora il marito Enrico e gli amici di Chiara testimoniano in giro per la Chiesa il grande esempio di questa donna dal temperamento tranquillo, non ribelle, capace di santificare la vita attraverso l’abbandono completo, in ogni singolo gesto quotidiano, in Cristo.

“Molta gente oggi non sa che cosa sia un “ritiro spirituale” – afferma Carmelo Carollo, responsabile della Comunità palermitana del Movimento Ecclesiale Carmelitano – e a cosa possa servire. Fare un ritiro vuol dire riscoprire le leggi dell’anima, che ha bisogno di silenzio, di un pò di solitudine, non tanto per fuggire dalla vita, ma per liberare il corpo e la mente dalle interferenze esterne, che come scorie si accumulano nella nostra interiorità e ci impediscono di ascoltare la voce di Qualcuno che vuole prendersi cura di noi, che ci vuole svelare i segreti nascosti della nostra anima e che ancora sono sepolti dal nostro egoismo e individualismo. Gesù incontrando ogni uomo, ci offre l’opportunità di cambiare vita, ci offre un progetto d’amore in grado di trasformare il mondo. Chiara Corbella Petrillo ha saputo accogliere questa opportunità. Anche la testimonianza che ascolteremo sulla sua vita è la prova di come perfino il dolore, la malattia e la sofferenza, possono diventare un’occasione per intraprendere un cammino di santità”.

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