Motociclismo: Silantreffen…Motociclisti come pionieri del Klondike

Silantreffen….. Motociclisti come pionieri del Klondike

Silantreffen….. Motociclisti come pionieri del Klondike

Per Wolfland da…. Jovan Stradeinmoto

Seguivo il Silantreffen già da un paio d’anni, come un guardone, su internet. L’idea di questo raduno non è originale. Diciamo le cose belle chiare: il Silantreffen è evidentemente figlio della passione
per l’Elefantentreffen, di cui ricalca i principali clichet. Questo mio esordio però non deve essere inteso come una critica, anzi, è esattamente il contrario … non temo di essere smentito se dico che in Italia un raduno così lo volevamo tutti, solo che ancora nessuno era riuscito a farlo, almeno al sud e

soprattutto così bene! Quest’anno finalmente mi sono deciso a farlo e ne sono stracontentissimo, vi spiego perché. Il calore dell’accoglienza: ma che vi devo dire, quando sono arrivato là, sebbene non conoscessi nessuno, dopo avermi subito offerto del vin brulée poco ci mancava che mi abbracciassero… o forse l’hanno fatto, non

ricordo bene… ma ricordo bene che l’hanno fatto quando sono andato via. L’ospitalità dei calabresi è proverbiale, lo sanno tutti, ma io non voglio esprimermi per luoghi comuni… “questi” calabresi sono stati fantastici, sarà che ho incontrato proprio quelli giusti, ma “questi” si sono comportati come si comportano gli amici di vecchia data. Bene, questo i tedeschi proprio non lo sanno fare. La condivisione: questa cosa non so se è tipicamente calabrese, accadeva uguale con tutti i partecipanti al raduno di varia provenienza regionale, posso dirvi che era

impossibile vagare per il raduno senza che qualcuno ti porgesse del vino, o dell’arrosto, oppure un dolciume… per non dire che quando ho voluto offrire agli amici che mi circondavano un poco del goulash che avevo preparato, mi sono visto tornare indietro piattoni di formaggi, salumi, anche una confezione intera di nduja … anche questo -devo dire- i tedeschi proprio non lo sanno fare. La misura: a

costo di apparire razzista, questa cosa la devo dire. In quel di Solla il senso della misura è del tutto sconosciuto. Divertirsi è sacrosanto, ci andiamo tutti per questo, bere per scaldarsi e ridere un po’ di più ci sta senza dubbio, ma sbronzarsi al punto da finire per rotolarsi nella melma che si è prodotta e restituita alla natura valica obiettivamente la misura del buon gusto. Andare in bagno e trovare l’intero edificio completamente ricoperto di alcoolici usati (non so se mi spiego) è obiettivamente troppo. Bene, questo al Silan non è successo. Intendiamoci, praticamente tutti hanno bevuto tanto e fatto un gran casino fino a notte inoltrata, ma con una certa misura e senza eccessi sguaiati, direi con italico stile. Stile che i tedeschi non potranno mai

eguagliare. La location: chi è andato al Silan probabilmente è stato anche all’Elefanten e quindi lo sa. La foresta di Loh è un bel posto, nessuno lo può negare e non lo farò neanche io … ma ragazzi… il lago Ampollino ghiacciato, che figata… la sera, seduto su una balla di paglia davanti al fuoco scoppiettante mi sono sentito un pioniere nel Klondike… il posto scelto per fare il Silan è BELLISSIMO e sono

pronto a farmi autenticare la firma quando affermo che è più bello di Loh! In definitiva, la mia prima esperienza al Silantreffen è stata decisamente entusiasmante, e spero che questo raduno si affermi e si consolidi nel tempo, diventando negli anni un must italiano.

Bravi ragazzi!

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