Mostra “Migranti la sfida dell’incontro” ha fatto tappa all’Università Kore di Enna

La mostra “Migranti: la sfida dell’incontro” nel suo tour in Sicilia, dopo aver toccato nella nostra provincia Centutipe, ha fatto tappa ad Enna e più precisamente all’università Kore. Nell’occasione si è svolto un qualificato e interessante convegno cui hanno preso parte Wael Faoruq, arabista dell’Università Cattolica di Milano, Domenico Lucano Sindaco Riace e mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede.
Il tema vasto e complesso, come la stessa mostra evidenzia, è stato affrontato da più angolazioni, frutto della diversità dei relatori che, pur provenienti da esperienze e situazioni geografiche disomogenee, hanno tutti evidenziato la necessità di un affronto più serio e deciso, in modo particolare dai governi e dalla stessa Unione Europea.
Ha iniziato Cataldo Salerno, Presidente della “Kore” che nel suo saluto di benvenuto ai tanti studenti presenti in sala, ha evidenziato le tradizioni di migrazioni che hanno segnato la nostra regione e contemporaneamente la capacità di accoglienza dimostrata nel corso dei secoli fino ai nostri giorni.
L’introduzione è stata di Claudio Gambino geografo dell’Ateneo ennese che ha ricordato che la mostra, già presentata nel corso dell’ultima edizione del “Meeting per l’amicizia fra i popoli” di Rimini”, propone un percorso di immedesimazione nelle vicende umane di coloro che lasciano la loro terra in cerca di un futuro migliore, Ha poi parlato del fenomeno migratorio a partire dal suo punto di osservazione di geografo, definendone i contorni geografici e sociologici, al fine di evidenziare come quello che per molti appare come un dramma dalle gigantesche dimensioni sia, se rapportato al contesto internazionale, un fenomeno di portata più modesta.
Gambino ha egregiamente collegato e unificato i vari interventi a partire da quello di Wael Faoruq, che all’interno di una analisi dettagliata, frutto del suo punto di vista derivante dall’essere egiziano e di fede islamica, ha posto le domande sulle quali tutti i relatori, ma anche tutti noi, siamo chiamati a rispondere: cosa lasciano i migranti nelle loro terre e soprattutto cosa trovano quando giungono tra noi? La sua risposta è stata: “Spesso solo regole”. Dopo aver illustrato i modelli più noti di accoglienza e integrazione, quello francese e quello inglese in particolare, ha concluso con un po’ di amarezza che le nostre società offrono come ideale l’individuo, colui che cioè non ha rapporti. Ed ha concluso: “Ecco perché questa sfida, quella espressa anche dalla mostra, è rivolta alla persona, a ciascuno di noi e alla nostra capacità di comprendere ed accogliere queste altre persone”.
Molto toccante il racconto dell’esperienza del sindaco di Riace (RC) Domenico Lucano che ha raccontato come in un paese di 1.500 abitanti si sia riusciti ad accogliere parecchie centinaia di migranti solo perché interpellati come persone e come comunità, mettendo in atto molte piccole e significative esperienze che lo hanno portato ad essere indicato dalla prestigiosa rivista internazionale “Fortune Magazine”, tra i 50 leader più influenti al mondo
Un altro punto di osservazione molto interessante è stato offerto da mons. Dario Edoardo Viganò, che nella sua qualità di Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, ha iniziato il suo intervento riproponendo una domanda più volte posta da papa Francesco: “Perché loro e non io”? Ed ha invitato ciascuno a rispondere partendo da un punto fermo, e cioè quello che “nessun uomo è un’isola”. Dopo aver richiamato l’importanza e il valore delle migrazioni nella storia di tutta l’umanità, ha ricordato che le tre grandi religioni monoteiste hanno a fondamento la migrazione, richiamando l’uditorio alle vicende di Abramo e Maometto. La sua conclusione è stata: “La migrazione è un diritto sostanziale”, cioè un diritto che non può essere negato a ciascun uomo perché è come la forma che prende il desiderio, il sogno di ogni uomo ad avere il meglio per sé.
Il prof. Gambino ha richiamato in conclusione l’importanza che il tema assume in tutta la nostra società e il contributo che la mostra può dare a comprendere meglio un fenomeno così complesso, invitando tutti gli studenti a visitarla.

Francesco Inguanti

Visite: 364

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI