Morte a Parigi, i giovani di Enna si mobilitano con una veglia e un sit-in

I giovani di Enna uniti per la pace. Dopo i fatti di Parigi, sono state due le iniziative messe in campo in modo spontaneo e attraverso il passaparola via Facebook e sms per dire no alla guerra. Sabato sera nella chiesa di San Francesco è stata celebrata una veglia “per pregare per la pace e per tutte le vittime degli attacchi terroristici di Parigi”, presieduta da don Giuseppe Rugolo. Questa sera, invece, alle 20.30 un gruppo di studenti si è radunato nella centralissima piazza Vittorio Emanuele per condividere un momento di riflessione e dire “viva la pace”. A volerlo è stata la 18enne Giulia La Paglia, studentessa del liceo classico, che dopo aver seguito la cronaca dei terribili attacchi di morte nella capitale della Francia, ha deciso di lanciare un segnale, “niente di chissà cosa – spiega lei stessa – ho contattato Andrea Manuele, un amico del liceo scientifico, e abbiamo iniziato a far girare la voce. Appena la questura ci ha dato l’ok, abbiamo deciso l’orario e abbiamo fatto partire una catena di inviti via messaggini. Ora siamo qui per un momento di riflessione, frutto di un lavoro di squadra”.

Oltre un centinaio di ragazzi (e non solo), sfidando un freddo pungente,raduno hanno così dato vita a un sit-in, utilizzando un megafono e le panchine della piazza come pedana. “Tutti siamo rimasti molto colpiti dalle tragiche cronache parigine – ha esordito Giulia – ora siamo qui per dire no alla guerra e per manifestare la nostra vicinanza con la Francia”. È seguito poi un minuto di silenzio e le riflessioni ad alta voce di Giuseppe Alloro, Federico Ricerca. “Non servono parole per esprimere il cordoglio che abbiamo dentro – hanno detto – spesso i discorsi possono apparire superficiali in questi casi. Una cosa però la voglio dire. Noi adesso ci sentiamo colpiti, manifestiamo solidarietà, ma è giusto anche arrabbiarsi di fronte a quello che sta accadendo”. E poi è stato aggiunto: “Non esiste un dio che vuole la morte degli uomini, non ci sono parole per quello che è accaduto. Mi sento solo di dire: per rispondere a tutto questo orrore non impugniamo fucili, impugniamo dei cuori”. Tutti le brevissime riflessioni ad alta voce hanno condiviso la stessa visione: “Non è giusto additare e giudicare i musulmani, non facciamoci coinvolgere da campagne d’odio insensate”.

La voce di Jessica Savoca ha poi proclamato una poesia di Bertold Brecht:
“La guerra che verrà
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente
egualmente”.
Il finale è stato affidato alla celebre “Ninna nanna della guerra” di Trilussa interpretata con veemenza da Simone Cammarata: “Non voglio applausi – ha spiegato il giovane artista – non sono qui per la mia gloria personale, ma per lanciare un messaggio di pace. Noi tutti possiamo essere operatori di pace, facendo con amore le semplici azioni di ogni giorno”. Un battimani è partito invece alla fine dell’incontro al lancio dello slogan: “Viva la pace!”.

Mariangela Vacanti

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