Moni Ovadia stasera a Enna parla ai giovani della città come “Voce di uno che grida nel deserto”

Non uno spettacolo né una liturgia religiosa. E’ un dialogo quello che questa sera alle 20.30 al teatro Garibaldi di Enna vede come protagonisti l’attore, regista, cantante, scrittore e artista impegnato nel sociale Moni Ovadia e i giovani della città.

Il poliedrico artista ebreo di origini bulgare parlerà coi i ragazzi di ricerca di Dio, senso della vita e cammino di definizione della propria identità.
A volere e organizzare l’incontro sono stati i ragazzi del Progetto 360, con la precisa volontà di aprire le porte a tutti i giovani ennesi: “Moni Ovadia non è solo un grande artista, ma una persona straordinaria, dotata di grande sensibilità, un’anima eletta nel deserto di umanità che ci circonda – spiega padre Giuseppe Rugolo, guida del Progetto 360 – e proprio per questo, dopo averlo conosciuto personalmente, gli ho chiesto di venire a parlare ai nostri ragazzi. Sarà un’esperienza che li arricchirà”.

La serata vedrà Moni Ovadia sul palco assieme a don Rugolo (che avrà il compito di introdurre le sue riflessioni) e vedrà la partecipazione dell’attrice Elisa Di Dio della Compagnia dell’Arpa chiamata a interpretare alcuni brani biblici sulle note di vibrafono del musicista Francesco Argento e il pittore Luca Manuli creerà un’opera artistica in tempo reale sul palco, proprio sotto gli occhi degli spettatori. A introdurre i lavori sarà la proiezione del video “Che fine faranno?”, di Giovanna Taviani. La conduzione è di Martina Savoca e il coordinamento di Mariangela Vacanti.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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