MOBILITÀ DEI REGIONALI, NUOVO PERCORSO PER I TRASFERIMENTI ALLE DIGHE

MOBILITÀ DEI REGIONALI, NUOVO PERCORSO PER I TRASFERIMENTI ALLE DIGHE
L’incontro alla Funzione Pubblica con i sindacati, le proposte di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl

Si è svolto oggi all’Assessorato per la Funzione Pubblica il primo incontro tecnico tra dirigenti regionali e organizzazioni sindacali. L’obiettivo: ridefinire i criteri con cui procedere alla mobilità dei dipendenti regionali. Si tratta del primo passo di un percorso condiviso, chiesto e ottenuto da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl all’ultimo incontro di due giorni fa, che dovrebbe portare a un accordo duraturo sulla gestione dei trasferimenti di personale. L’incontro di oggi ha riguardato il dipartimento regionale Acqua e rifiuti, responsabile della gestione delle dighe della Regione siciliana.
“Premesso che quello della guardiania delle dighe è un servizio essenziale, ragione per cui stiamo collaborando con l’Amministrazione per trovare la soluzione migliore in tempi rapidi – dicono Gaetano Agliozzo e Clara Crocè della Fp Cgil, Paolo Montera e Fabrizio Lercara della Cisl Fp, Enzo Tango e Luca Crimi della Uil Fpl – i compiti che il personale sarebbe chiamato a svolgere sono complessi e non tutti sono in grado di svolgerli. Questo conferma che la Regione stava procedendo in maniera impropria: non si possono cambiare le mansioni a un lavoratore senza prima avergli permesso di accedere a percorsi di formazione e riqualificazione”.
“Abbiamo proposto quindi come la scorsa volta soluzioni – aggiungono i sindacalisti –: un avviso di mobilità volontaria, la predisposizione di appositi incentivi e la verifica da parte dell’amministrazione della possibilità di utilizzare lavoratori di altri enti, più affini (Eas, Esa, Consorzi di bonifica). Sugli ultimi due punti l’Assessorato alla Funzione pubblica ha garantito che si attiverà per verificarne la fattibilità”.
“Quello che è certo – concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – è che il nostro contratto non risponde alle reali esigenze della nostra amministrazione, proprio come denunciamo da tempo. È ormai evidente la necessità di un serio piano dei fabbisogni dei dipartimenti, serve più che mai sapere chi fa che cosa alla Regione per riorganizzare l’intera pubblica amministrazione regionale in termini di efficienza e razionalità”.

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