Milano, un presepe di Pane in Galleria

Un presepe di pane in Galleria per costruire

un panificio nell’Etiopia più povera

E un quadro della natività sempre di pane sarà esposto

alla Società Umanitaria fino al 6 Gennaio.

Le due opere sono realizzate dai panettieri

Luca Piantanida di Biella e Liberto Campisi di Enna.

L’iniziativa si deve ai Missionari Cappuccini di Milano e alla Famiglia Marinoni che con la manifestazione Pane in Piazza del Maggio scorso hanno avviato una raccolta fondi per costruire un panificio industriale a Dire Dawa. Aspettando Pane in Piazza 2019.

www.missioni.org

Due opere d’arte uniche e plasmate solo con il pane, il cibo che più di tutti simboleggia la vita, la pace e la speranza.

E’ per la città di Milano da parte di Cesare Marinoni, erede della storica famiglia di panificatori meneghini e organizzatore insieme ai Missionari Cappuccini di piazza Cimitero Maggiore dell’imponente manifestazione benefica “Pane in Piazza” del Maggio 2018.

Grazie alla generosità dei milanesi, accorsi in tantissimi alla kermesse, è stato possibile raccogliere i fondi necessari per avviare un primo forno per la panificazione a Dire Dawa nel Vicariato di Harar (Etiopia) dove la carenza di cibo è ormai gravissima a causa dell’ inflazione che ha portato la materia prima del pane a costi proibitivi

Per un mese, a partire da giovedì 6 Dicembre fino a domenica 6 Gennaio, sarà possibile ammirare le splendide creazioni a tema natalizio realizzate da due maestri dell’Arte Bianca: il presepe del panettiere di Enna Liberto Campisi esposto in vetrina all’Info Point in Galleria Vittorio Emanuele angolo Piazza della Scala e il quadro della Natività di Luca Piantanida di Biella, coordinatore del team di panificatori volontari per “Pane in Piazza”, che sarà posto su un cavalletto nella sede della Società Umanitaria, in via Francesco Saverio 7.

“Con questa iniziativa vogliamo esprimere il nostro ringraziamento più sentito al Comune di Milano e ai cittadini che ci hanno aiutato a realizzare il progetto del panificio “St. Augustine” a Dire Dawa -spiega Marinoni – ultimamente poi la produzione del forno è aumentata permettendoci di devolvere un buon quantitativo di pane alle istituzioni più povere della Diocesi, l’Istituto delle Suore di Madre Teresa di Calcutta che conta 1500 ospiti e l’orfanatrofio di 150 bambini”.

Nell’attesa dell’edizione 2019 di “Pane in Piazza” l’impegno dei Missionari non si ferma: l’obiettivo è quello di arrivare a coprire l’intero fabbisogno del territorio di Dire Dawa creando un grande panificio industriale che comprenda laboratorio, negozio, dormitorio e una scuola per i più piccoli.

Per chi desidera contribuire: https://www.missioni.org/come-aiutarci/ specificando la causale Panificio Harar, tramite la funzione Dona ora presente sul sito www.missioni.org o facendo una donazione diretta al Centro Missionario.

        Centro Missionario Frati Cappuccini di Milano
L'Ordine religioso dei Frati Cappuccini opera da oltre 450 anni secondo la Regola di San Francesco: “...vivere in obbedienza, in castità e senza nulla di proprio e seguire la dottrina e l’esempio del Signore nostro Gesù Cristo”. I Frati sono al servizio in particolare dei più poveri e bisognosi, riconoscendo che in loro si incarna la figura di Cristo, e trasformano la donazione di sé completa e gratuita in un mezzo privilegiato per la diffusione della pace e dell’amore tra gli uomini. Accoglienza e laboriosa generosità sono lo stile di vita dei conventi. Il Centro Missionario di Piazzale Cimitero Maggiore 5 a Milano coordina l’attività di animazione missionaria della Provincia dei Frati Minori Cappuccini di Lombardia, che conta attualmente un centinaio di missionari presenti in varie nazioni dei diversi continenti: Brasile, Costa d’Avorio, Camerun, Thailandia, Etiopia, Emirati Arabi, India. I Frati italiani missionari sono circa 25 e gli altri sono originari dei Paesi di missione. Dove passano i Frati Cappuccini Missionari nascono conventi, centri di formazione alla vita religiosa, parrocchie, scuole, strutture sociali, ospedali, lebbrosari, centri di accoglienza, cooperative di lavoro, etc., dove sono accolti famiglie, adulti e bambini di ogni credo religioso. E la vita ritrova la speranza. 
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