Mezzogiorno: Cgil, rilanciare gli investimenti per riemergere dalla crisi.

Mezzogiorno: Cgil, rilanciare gli investimenti per riemergere dalla crisi. Baseotto “la manovra del governo insufficiente e sbagliata”. Secondo giorno del congresso della Cgil Sicilia

Palermo, 9 nov- Perdita di “capitale umano” e di valore aggiunto, situazione asfittica di un mercato del lavoro sempre più precario, caduta dell’apparato produttivo: sono i temi di cui si è discusso nel corso della tavola rotonda “Da Laboratorio Sud a Vertenza Sud”, nel secondo giorno del congresso regionale della Cgil Sicilia. Economisti, sindacalisti, docenti universitarie e rappresentanti delle istituzioni si sono confrontati sull’attuale situazione economica e sociale della Sicilia e sui correttivi necessari per un’ inversione di rotta. Sono di ieri i dati Svimez che confermano per il Mezzogiorno una crescita insufficiente a tornare almeno agli indicatori pre- crisi e a fare parlare di effettiva ripresa. Dati che confermano le analisi del Cerdfos, il centro studi del sindacato, che ha svolto un’indagine sull’economia e l’occupazione per ogni singola provincia siciliana. Secondo il Cerdfos, mettendo assieme disoccupati e non forze lavoro si giunge a una quota del 40% della popolazione tra 15 e 64 anni che sono fuori dal circuito produttivo, o almeno da quello ufficiale vista l’alta incidenza nell’isola del lavoro nero (oltre il 20%). E’ stato riferito anche della proiezione Istat che vede un invecchiamento progressivo della popolazione dell’isola per arrivare nei prossimi 30 anni a 300 ( dagli 147) over 65 per 100 giovani tra 0 e 14 anni. “La questione- ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro- è ripartire dal lavoro e dagli investimenti tenendo conto del fatto che occorre farlo subito perché il tempo non è neutro, può solo peggiorare la situazione”. Adam Asmundo, dell’Università di Palermo ha sottolineato come “in questi anni sia andato distrutto il tessuto produttivo”. Rilevando anche il problema della “distribuzione del reddito, che avviene oggi in maniera disuguale alimentando le disuguagliane sociali”. Ha anche aggiunto che “oggi sarebbe sufficiente una politica che si trasformi in amministrazione efficiente.” Fabio Mazzola , Prorettore di Unipa, ha affermato che “l’industria, che non può ovviamente essere il solo settore su cui puntare, si rilancia se si rilanciano gli investimenti pubblici” e parlato della perdita di capitale umano come qualcosa di molto grave per il futuro della Sicilia, indicando nella “costruzione di una filiera della formazione del capitale umano” un obiettivo fondamentale. Antonio Lo Nardo, dirigente di Bankitalia ha rilevato “l’impatto differente della crisi nei territori. “A Palermo e Catania è andata un pò meglio anche per l’andamento positivo dell’agricoltura, Peggio nelle altre province, ad esempio a Caltanissetta dove c’è stata una brusca caduta dell’industria”. Gaetano Chiaro, capo di gabinetto dell’assessorato all’economia, intervenuto in vece dell’assessore Gaetano Armao, ha parlato della carenza delle risorse per investimenti e delle criticità del bilancio regionale, oltre che della necessità di interventi di lungo periodo in grado di assicurare sviluppo duraturo.
“L’attuale ripresa dell’occupazione- ha detto il segretario nazionale Cgil, Nino Baseotto- si fonda su piedi d’argilla. Con un’occupazione più precaria, più debole è più debole il Paese per competere sul piano della qualità nell’economia globale”. Baseotto ha sottolineato che i dati Svimez “offrono una fotografia brutale della situazione , nel Paese e soprattutto nel Mezzogiorno, di fronte alla quale la manovra del governo è assolutamente insufficiente e sbagliata, perché punta tutto sulla spesa corrente e non mette niente sugli investimenti”. A proposito del Mezzogiorno Baseotto ha parlato di “baratro, di amnesia collettiva della politica e delle istituzioni sul tema, con ricadute terribili sulle condizioni delle persone e sull’economia del Paese”. “Negli ultimi 16 anni- ha detto- Svimez rileva che il Sud ha perso molti abitanti e di questi 800 mila giovani di cui il 16% è andato all’estero. Questo è un impoverimento di risorse umane in regioni del resto dove la povertà assoluta vale la metà di quella di tutta l’Italia”. Nella piattaforma per il Sud elaborata dalla Cgil ci sono il sostegno agli investimenti con la previsione per il Mezzogiorno di investire non il 34,4% ma almeno il 45% per superare il gap col centro- nord. Inoltre il “programmare in termini non burocratici con un’agenzia per lo sviluppo industriale affinchè si arrivi a un piano nazionale di sviluppo” e “creare connessioni, sia che questo riguardi la mobilità che l’infrastrutturazione sociale”. E ancora il “prendersi cura dell’ambiente e del territorio, un tema drammatico- ha sottolineato Baseotto- soprattutto in questi giorni in una Sicilia che conta i morti e che va affrontato senza indugi. Sono questi gli argomenti – ha sottolineato il segretario Cgil – su cui intendiamo incalzare le istituzioni”.

Visite: 93

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI