Guida alla scelta dei divani in pelle

 

 

Per prendere una decisione oculata e soddisfacente in vista dell’acquisto di un divano in pelle è necessario prima di tutto conoscere in maniera dettagliata le caratteristiche, le proprietà e le esigenze di questo materiale, partendo dalla considerazione che si tratta di un rivestimento naturale, la cui conformazione superficiale varia a seconda del tipo di animale che viene adoperato. Tante sono le variabili in gioco, non ultimo l’habitat in cui l’animale è vissuto: anche questo aspetto, infatti, è in grado di condizionare l’estetica complessiva del materiale. Un altro elemento che non può essere trascurato è quello relativo al tempo: con il trascorrere degli anni, infatti, un divano in pelle si trasforma. Non si tratta di una vera e propria usura, ma di piccole pieghe che danno ai cuscini e allo schienale un sapore più “vissuto”. E non solo: c’è da tenere conto anche delle prerogative della pelle dello schienale, che diventa più morbida, e della seduta che si usa più spesso, che diventa più lucida.

Come scegliere la pelle

Non è superfluo mettere in evidenza che i divani in pelle differiscono gli uni dagli altri proprio per le peculiarità della pelle con cui essi sono realizzati. A cambiare a seconda dei casi non è solo la qualità della materia prima, ma anche il tipo di lavorazioni; ancora, variano i colori, gli spessori e perfino i trattamenti a cui si ricorre per le finiture. Tutti questi parametri finiscono per incidere anche sul prezzo: ciò vuol dire che non sempre il risparmio iniziale, basato sul prezzo più basso, corrisponde alla scelta più intelligente e più conveniente.

Orientarsi tra le diverse proposte

Sul mercato ci si potrebbe imbattere in un divano in pelle fiore o mezzo fiore, che corrisponde alla qualità di pellame di maggior pregio: essa, nello specifico, include lo strato della pelle più esterno, là dove possono essere visti pori della pelle stessa. Dal punto di vista della funzionalità, si tratta di una pelle che fa della resistenza la sua caratteristica più significativa: insomma, dura a lungo nel tempo, ma ciò non incide sul suo livello di morbidezza. Attenzione, però: in fase di acquisto, è sempre consigliabile verificare la presenza di un certificato di garanzia per le pelli primo fiore che consenta di autenticare la loro qualità.

In alternativa, si può avere a che fare con la pelle a grana naturale o stampata: quest’ultima è nota anche come pelle corretta. In pratica, nel caso in cui non venga lasciata al naturale, la pelle viene disegnata, per esempio con la stampa a dollaro. A livello estetico, il risultato finale è più omogeneo, dal momento che l’intera superficie, nel corso del procedimento di pressatura e di stampa, viene compressa; ciò contribuisce anche ad eliminare i difetti più evidenti. Come è facile immaginare, tra le pelli a grana naturale possono essere scelte solo quelle migliori, ma in questa circostanza è quasi impossibile non riscontrare difetti, o comunque piccole imperfezioni, magari causate da una semplice puntura di insetto.

Di minor pregio rispetto alla pelle primo fiore è la pelle crosta, che corrisponde alla parte della pelle inferiore, all’interno del derma. La qualità è piuttosto bassa anche nel caso della pelle rigenerata, che per quattro quinti è costituita da pelle di scarto: è quasi come avere a che fare con una finta pelle, che per di più si deteriora con il passare degli anni.

La pelle nabuk

Infine, vale la pena di menzionare la pelle nabuk: la sua lavorazione prevede la conservazione della prima parte del pelo della bestia, che ovviamente viene rasata ad hoc. Si tratta di un rivestimento di pregio, che su un divano viene apprezzato per la sua morbidezza; l’altro lato della medaglia è rappresentato dalla sua delicatezza. Anche per questo motivo, molti dei divani che presentano tale rivestimento sono sottoposti a trattamenti specifici che hanno lo scopo di proteggere e conservare la superficie della pelle.

 

 

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