Mercato del lavoro, quello della provincia di Enna in continuo “Movimento”

Un mercato del lavoro in continuo movimento. E’ quello riscontrato nell’anno appena concluso in provincia di Enna. Infatti se da un lato si riscontra il dato negato che non meno di 500 persone in tutta la provincia, sono rimaste senza nessun sostentamento “grazie” alle nuove disposizioni del Job Act che non prevede più l’ammortizzatore sociale della mobilità in deroga. E di questi buona parte sono tra i 50 ed i 60 anni, quindi troppo giovani per andare in pensione ma nello stesso tempo troppo vecchi per essere riassorbiti dal nuovo mercato del lavoro. Ad onor del vero per i lavoratori provenienti dagli elenchi di mobilità le aziende che volessero assumerli avrebbero incentivi per abbattere notevolmente il costo del lavoro. Ma in ogni caso le possibilità di trovare una nuova occupazione sono solamente per una minima parte di questi soggetti. Di contro proprio alcuni giorni fa, dal Centro provinciale per l’impiego sono stati divulgati i dati del 2015 sulla misura comunitaria di Garanzia Giovani che tra le varie opzioni prevede l’attivazione di tirocini formativi pagati dallo stato per 6 mesi a 500 euro mensili per giovani dai 18 ai 29 anni che non hanno mai avuto rapporti di lavoro, in aziende, ma con la possibilità che se poi queste trasformino il rapporto di lavoro dei tirocinanti in lavoro vero, accederebbero ad incentivi e bonus. E stando ai dati forniti dagli uffici regionali dei circa 2650 tirocini attivati nel 2015 circa il 20 per cento di questi sarebbe stato trasformato in rapporto di lavoro subordinato. Certo le nuove assunzioni sarebbero attivate eventualmente con le norme norme a “tutele crescenti” previste dal Job Act e che fanno storcere il naso ai sindacati. Ma ad ogni modo sono numeri che vanno a compensare quelli persi con la cancellazione degli ammortizzatori sociali in deroga. E tra l’altro la maggior parte dei soggetti impegnati nei tirocini formativi è tra i 18 e 24 anni. Il che significa che eventuali assunzioni hanno riguardato il mondo giovanile facendo abbassare la percentuale dei senza lavoro nell’universo giovanile e che in un territorio come quello ennese è di oltre il 50 per cento. E dati incoraggianti arrivano anche dal tessuto produttivo visto che nel 2015 per la prima volta dopo oltre 8 anni il saldo del numero di imprese tra quelle di nuova iscrizione e le cancellate dal registro imprese della Camera di commercio male che vada dovrebbe chiudersi in parità attestandosi a poco meno di 15 mila. Basti pensare che nel 2014 aveva chiuso con un segno meno di quasi 500. Certo siamo ancora lontani dalle oltre 16 mila del 2008 con quindi con ancora non non meno di un migliaio di posti di lavoro in meno. Ma intanto il dato di “parità” significa che quantomeno il sistema economico ha tenuto. Ed ancora ma solo nel capoluogo oltre 190 aziende hanno usufruito dei benefici della Zona Franca Urbana. Tradotto in soldoni significa sgravi contributivi, previdenziali e fiscali per circa 40 mila euro a testa anche se pare che circa un terzo degli aventi diritto non ha poi utilizzato il beneficio facendo perdere a chi invece lo avrebbero potuto utilizzare circa 2 milioni di euro di benefici. Quindi segnali contrastanti che però fanno capire che tutto è in movimento. Certo continuano a mancare all’appello circa 2 mila posti di lavoro nel comparto edile che vive una profonda crisi e si sa che l’edilizia è il motore di tutto il sistema economico visto che “mette in moto” un vastissimo indotto. Inoltre diversi sono i comparti che vivono in una eterna precarietà. Ma ad ogni modo da questi numeri vogliono partire Cgil, Cisl e Uil per costruire un documento di programmazione per la ripresa socio economica del territorio provinciale.

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