Mediazione familiare: occorre fare chiarezza.

Mediazione familiare: occorre fare chiarezza.

COMUNICATO STAMPA

“Sono i mediatori civili iscritti all’Albo tenuto presso il Ministero di Giustizia, mediante i loro organismi di appartenenza, gli unici deputati a risolvere controversie e a tutelare famiglia e minori in caso di separazione”

Le novità previste dal disegno di legge Pillon in merito alla figura del mediatore familiare stanno già fornendo le prime tracce di confusione interpretativa e applicativa da parte di qualche comune, promotore della costituzione di un apposito albo di mediatori familiari, per questo è opportuno fare una prima fondamentale precisazione: sono i mediatori civili iscritti regolarmente all’Albo tenuto presso il Ministero di Giustizia, mediante i loro organismi di appartenenza, le uniche figure professionali competenti alla risoluzione delle controversie in materia di separazione coniugale. ANPAR (Associazione Nazionale per l’Arbitrato e la Conciliazione, dal 1995), intende fare chiarezza sui “termini essenziali” della questione. Innanzitutto, la condizione necessaria per essere qualificato mediatore familiare è conseguire prioritariamente la qualifica di mediatore civile frequentando un percorso formativo obbligatorio, minimo di 50 ore. Gli enti locali hanno di fronte una strada già ben delineata: non compete loro creare un meccanismo di mediazione “parallelo” (o “sostitutivo”) a quello già operante, bensì, in materia di mediazione, hanno la facoltà di istituire accordi con gli organismi di mediazione presenti sul territorio. A fronte di queste considerazioni, ANPAR prende le distanze dall’iniziativa di quegli enti locali che, attraverso l’impiego di risorse pubbliche, istituiscono bandi e albi di “mediatori” ad hoc, aventi tra l’altro durata limitata. Per di più, erogare benefici economici a coppie in separazione è uno sperpero di denaro pubblico se si considera che è già vigente un’apposita legge (d. lgs. 28/2010) che offre la possibilità, per le coppie in separazione, di partecipare al primo incontro senza nessun onere a carico dei partecipanti. Infine, con riguardo alle controversie sui diritti reali tra coniugi, quest’ultime non possono che essere risolte attraverso l’avvio di una procedura di mediazione “obbligatoria” presso uno degli organismi regolarmente registrati presso il Ministero di Giustizia.

Dott. Giovanni Pecoraro, Presidente ANPAR

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