Materie prime: il 2017 sarà l’anno delle Commodities

Materie prime: il 2017 sarà l’anno delle commodities

Investire nelle commodities, cioè nelle materie prime, ha rappresentato fino a qualche anno fa la migliore strada da percorrere per gli investitori che attraverso i “beni di rifugio” volevano differenziare i loro impieghi di denaro o che non volevano rischiare troppo. La crisi economica che ha colpito il mercato negli ultimi anni si è però fatta sentire anche in questo settore, causando una forte sfiducia nei confronti delle materie prime da parte degli operatori specializzati e dei giovani risparmiatori che attraverso l’utilizzo delle piattaforme avanzate di mt4 fanno trading online.

A partire dal 2016, dopo 5 anni consecutivi di perdita, si è, però, registrato un netto aumento dei prezzi di alcuni metalli, tra i quali il rame e lo zinco, e nel settore dell’energia, aumento che ha riportato l’attenzione sulle commodities. Da novembre del 2016, infatti, l’analista Sachs ha riconsiderato le commodities, consigliandole ai risparmiatori come ottimi investimenti.

Lʼobiettivo di crescita della Cina fissato al 6,5% e il conseguente aumento dei posti di lavoro attesi con il nuovo piano quinquennale, le tanto attese mosse politico/economiche del nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la capacità dell’Opec di portare a compimento la riduzione produttiva promessa ai mercati, sono macro-elementi che hanno influito positivamente sull’andamento delle materie prime. Ad alimentare la previsione rialzista si aggiungono le tensioni geopolitiche legate alla complicata uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e alle imminenti elezioni in Francia.

Insomma da quanto detto possiamo assolutamente confermare che le commodities sono tornate nuovamente a essere un’ottima alternativa di investimento. Analizziamo adesso quali sono gli elementi distintivi degli investimenti in materie prime, e perché fanno tanta gola ai risparmiatori.

Una delle caratteristiche fondamentali di questi strumenti è che la loro tendenza non è rigorosamente dipendente dall’andamento dei mercati azionari e obbligazionari. Diversificando dunque i propri investimenti con l’aggiunta di qualche commodities nel portafoglio si vanno a ridurre i rischi di perdite. L’alta volatilità è un’altra considerevole qualità di questo strumento d’investimento, che permette in un breve lasso di tempo di realizzare interessanti rendimenti. Le commodities possono inoltre essere utilizzate come copertura contro l’inflazione. In vista di una spinta inflazionistica infatti, i prezzi delle commodities tendono a salire, ciò avviene perché gli investitori sposteranno i loro investimenti, che non offrono nessuna garanzia contro l’inflazione, verso i mercati delle materie prime in modo da proteggere i loro beni.

Alla luce di quanto detto cerchiamo adesso di capire quali sono le materie prime su cui puntare. L’oro e l’argento sono tra le materie prime da tenere sicuramente sotto controllo. Il possibile indebolimento del dollaro causato dai piani d’investimenti pubblici e dai tagli delle tasse preventivati da Trump lascia auspicare un aumento dell’interesse verso un bene di rifugio come l’oro. Stesso discorso vale per l’argento, con l’aggiunta che il suo utilizzo industriale è un fattore fondamentale nel decretarne il prezzo, e a tal proposito si registrano richieste da record, soprattutto nell’industria fotovoltaica, fattore questo che determinerà l’aumento del suo prezzo. Tra i prodotti agricoli lo zucchero e il caffè rappresentano senza dubbio due ottime materie prime d’investimento per il 2017. Il raffreddamento che nel 2016 ha colpito la superficie dell’oceano Pacifico ha causato un aumento delle piogge che influirà positivamente nelle piantagioni brasiliane di caffè e di barbabietola da zucchero.

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