Martinez (RnS) sulla prolusione del card. Gualtiero Bassetti:

Martinez (RnS) sulla prolusione del card. Gualtiero Bassetti:

«No al ritorno di ideologie, sì ad un nuovo idealismo cristiano. Lavoriamo insieme per un realistico sviluppo umano integrale».
Nel pomeriggio del 22 gennaio 2018, alle ore 17.00 si è aperta la sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, in programma a Roma fino a mercoledì 24 gennaio. Salvatore Martinez, presidente nazionale del RnS, ha commentato la prolusione del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della CEI:

«Il Rinnovamento nello Spirito ringrazia di cuore il Cardinal Bassetti, Presidente della CEI, per la ricchezza di consegne offerte con la sua Prolusione. Difficile non riconoscersi e non rilanciare le prospettive da Lui indicate per il bene di un Paese, l’Italia, che ha necessità di ritrovare un’unità spirituale profonda e una convergenza ideale forte per «ricostruire, ricercare, pacificare» un tessuto sociale sfibrato, per abbattere i tanti muri di incomunicabilità e di sfiducia che la gente ha eretto verso le istituzioni pubbliche e verso tutte le forme di autorità costituite.

Il RnS ritiene che serva un “nuovo patto di sviluppo sociale”, fondato su un’articolata sussidiarietà verticale, orizzontale e circolare, che ridia all’Italia e alla sua agenda politica, il posto che la storia le ha sempre assegnato. Non è possibile regredire ulteriormente e aumentare una coscienza erronea sui grandi temi che riguardano la vita della gente: – sulle «migrazioni», nessun Paese più del nostro, nel cuore del Mediterraneo, sa cosa significa accogliere ed essere accolti, integrare e sviluppare armonizzando le diversità e riconciliando gli opposti; – sul «lavoro», la nostra Costituzione, unica al mondo, fissa il “genio creativo” di un popolo che non può piangere miseria all’insegna delle ricchezze (opportunità) negate; – sulla «famiglia», le nostre comunità dimostrano, nonostante tutti gli attentati e gli svilimenti che la famiglia subisce, che lo Stato ha in essa il migliore alleato e moltiplicatore sociale; – e sui «giovani», occorre una seria discontinuità generazionale, un grande investimento educativo per l’affermazione di nuovi modelli di leadership interculturali e interreligiosi, davvero aperti e dialoganti con la modernità, come richiesto più volte anche da Papa Francesco.

Quanto poi alle prossime consultazioni elettorali, il RnS, come tutta la comunità ecclesiale, resta distinta da quella politica; ciononostante, guardiamo con severità e speranza a questa prossima stagione, auspicando che cristiani con “il Vangelo nel petto” (don Luigi Sturzo) decidano di porsi con generosità e passione a servizio del bene comune, con particolare attenzione ai temi della vita, ai poveri e ai nuovi impoveriti che sono ormai dappertutto».

Il RnS è un Movimento ecclesiale che in Italia conta più di 200 mila aderenti, raggruppati in oltre 1.900 gruppi e comunità.

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