Maltempo ed emergenza, la Cia Sicilia Orientale incontrerà lunedì 5 novembre alle 16 a Lentini, i sindaci dei comuni del comprensorio colpiti dall’alluvione

Maltempo ed emergenza, la Cia Sicilia Orientale incontrerà lunedì 5 novembre alle 16 a Lentini, i sindaci dei comuni del comprensorio colpiti dall’alluvione
Il presidente Di Silvestro “Sottoscriveremo un documento da inviare a Roma”
E giovedì 8 novembre arriverà a Catania il presidente nazionale CIA, Dino Scanavino

Catania, 4 novembre 2018 – La Cia Sicilia Orientale, con il presidente Giuseppe di Silvestro e il direttore Graziano Scardino incontreranno lunedì pomeriggio alle 16, al municipio di Lentini, i sindaci dei comuni del comprensorio, che lo scorso 18 ottobre sono stati colpiti dalla straordinaria ondata di maltempo per sottoscrivere un documento contenente le richieste da inviare al Governo Nazionale. Documento che consegneranno materialmente giovedì prossimo 8 novembre anche al presidente nazionale della Cia Dino Scanavino che verrà in Sicilia a far visita ad alcune aziende particolarmente danneggiate dall’alluvione.
“Una situazione drammatica – dichiarano il presidente Cia Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro e il direttore Graziano Scardino – alimentata anche dall’esondazione di quattro fiumi che attraversano il territorio: il Gornalunga, Dittaino, Simeto e San Leonardo che hanno gettato sui terreni fango e detriti, non riuscendo a far confluire le acque a mare. I danni, sia alle produzioni che alle strutture, sono di parecchie centinaia di milioni di euro”. “Quasi tutti gli agrumeti e i campi di ortaggi sono andati distrutti – aggiungono – anche i giovani impianti di agrumi, realizzati con tecniche all’avanguardia, sono stati interamente sommersi dai detriti, sradicati e trascinati a valle, così come gli impianti irrigui e le recinzioni.
Già all’indomani dell’emergenza Di Silvestro e Scardino avevano sollecitato la costituzione di una cabina regia unica, dove Genio Civile, Consorzio di bonifica Esa, Protezione Civile, Assessorato all’Agricoltura, tutte le Organizzazioni Professionali Agricole, riescano insieme e senza rimpallo di responsabilità a monitorare i danni, concertare le misure future per la regimentazione delle acque, effettuare i sopralluoghi di rito per come prevede l’attuale normativa sui danni in agricoltura provocati da calamità naturali, intervenire tempestivamente in opere preventive, come per esempio, l’avvio di una seria e radicale bonifica dei fiumi.
“Dal 13 agosto scorso assistiamo di fatto a piogge torrenziali, a un cambiamento delle condizioni climatiche con cui dobbiamo fare i conti – ricordano Di Silvestro e Scardino – l’unica azione che è stata fatta, e per altro da noi Cia più volte sollecitata, è stata il taglio degli arbusti e delle canne, ma tutto questo materiale è rimasto depositato all’interno dell’alveo, che la scorsa notte, hanno creato un effetto tappo. La pulizia non è sufficiente. Un altro lavoro che andrebbe fatto, non è semplice ed oneroso, è l’abbassamento dell’alveo dei fiumi, perché in alcuni punti sono più alti dei canali che gli agricoltori hanno scavato per fare defluire le acque dai propri terreni con investimenti propri, che la scorsa notte, in poche ore, sono stati totalmente vanificati, un vero e proprio paradosso”. “Chiediamo anche che nei prossimi Piani di Sviluppo Rurale siano previste misure che contengano a monte i fenomeni erosivi per far fare fronte a queste calamità sempre più frequenti”.

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