Magistratura, si è spento il Magistrato Giovanni Tinebra

Si è spento ieri all’ospedale Cannizzaro di Catania, il magistrato Giovanni Tinebra. Da tempo malato di Parkinson, Tinebra era originario di Enna.
Entrato in magistratura nel 1967, dal 1992 come Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, è titolare delle inchieste per la strage di Capaci e per la strage di via d’Amelio.
Nello stesso periodo si scaglia contro la stampa, proponendo la chiusura temporanea di giornali e tv che violavano il segreto istruttorio, in una sorta di autocensura sia da parte dell’Ordine dei giornalisti, che del Csm per i magistrati.
Nel 2001 succede a Giancarlo Caselli nella direzione del DAP. Nel 2004 è destinatario, con Sebastiano Ardita, responsabile dell’Ufficio detenuti, di un pacco bomba rivendicato dal Fai (Federazione anarchica informale). Al gesto intimidatorio, come riporta “La Repubblica”, il 1 aprile 2004, rispondeva: <>.
Lascia la direzione del DAP nel novembre 2006 per la carica di Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Catania, che ricoprirà fino alla pensione, nel novembre del 2014.
Nel luglio dello stesso anno viene sottoposto a procedimento penale dal Csm per condotta “gravemente lesiva dell’immagine di magistrato” per presunte pressioni per l’elezione alla Procura etnea alla quale lui concorreva, vinta poi da Giovanni Salvi.
Presidente della Commissione tributaria provinciale di Catania dal 2014, fu inoltre vice presidente di Magistratura Indipendente e presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio permanente criminalità organizzata di Siracusa.
La malattia di Tinebra era nota fin dal 2010 quando chiamato a deporre al processo Mori – Obinu, inviava al Tribunale di Palermo un certificato giustificante la sua assenza in quanto “affetto da sindrome parkinsoniana”.

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