M5S all’Ars su sigilli al cantiere castello di Lombardia

Palermo, 19 novembre 2014 – Scattano i sigilli della Guardia di finanza, sotto ordinanza della Procura, al cantiere che interessa il Castello di Lombardia. Esprime soddisfazione il Movimento 5 stelle all’Ars che, oggiAggiungi un appuntamento per oggi, in merito presenta anche un atto ispettivo indirizzandolo al presidente Crocetta, all’assessore Beni culturali e all’assessore Infrastrutture della Regione siciliana. L’intervento che prevede la chiodatura e il posizionamento delle reti per mettere in sicurezza il costone roccioso a nord-ovest dell’antico maniero è stato fortemente criticato e osteggiato da diverse associazioni culturali ennesi perché considerato “invasivo ed inopportuno, ingabbia il simbolo della città dell’entroterra siciliano”. “Ma i lavori, promossi in somma urgenza dal Genio civile – afferma il capogruppo M5s all’Ars, la deputata Valentina Zafarana, prima firmataria dell’atto parlamentare – presentano ulteriori criticità; diversi lati oscuri, infatti, sono emersi a seguito della nostra ispezione condotta qualche settimana fa; ed oggiAggiungi un appuntamento per oggi, di questi, chiediamo ragione”.

“Scavi effettuati mediante l’utilizzo di mezzi meccanici, – elenca la parlamentare Cinquestelle – con relativa erosione della base rocciosa nella stessa area in cui si trovano particolari incisioni rupestri, più antiche dello stesso Castello; ed eseguiti, addirittura, senza che fossero previsti nell’oggetto dei lavori, quindi ovviamente non autorizzati”. E ancora: “Nel primo verbale, predisposto a seguito del sopralluogo del 21 marzo 2013, effettuato della Protezione civile, con la partecipazione di alcuni tecnici della Soprintendenza di Enna, non si prevedeva l’utilizzo di chiodature o reti metalliche e veniva ipotizzata una spesa di 100mila euro. E bene, passati otto mesi, il Genio civile, ritenuta la “somma urgenza”, individua tra gli interventi necessari proprio i due sopra citati; e i lavori, finanziati dall’assessorato Infrastrutture, nel frattempo, arrivano alla cifra di 200 mila euro, più altri 64 mila euro circa, quali somme a disposizione dell’Amministrazione”. “Peccato però, – aggiunge Zafarana – che la normativa inerente i lavori predisposti in “somma urgenza” ed affidati, quindi, direttamente all’impresa incaricata senza ricorrere alla gara di appalto, preveda un tetto massimo di 200 mila euro”.  “Strano anche – continua Zafarana – come nonostante fosse passato circa un anno dalla segnalazione della Prefettura di Enna del 21 marzo 2013, i lavori continuavano ad essere definiti di “somma urgenza”.  E spuntano altre anomalie: “Solo successivamente alla data di inizio dei lavori, l’impresa e lo stesso Genio si adoperavano per ottenere le necessarie autorizzazioni da parte della Soprintendenza nonché a redigere i relativi progetti”.

“Crediamo fortemente – conclude Zafarana – che l’esecuzione dei lavori così come sono stati definiti dal Genio possano danneggiare il monumento, anche a causa delle vibrazioni derivanti dall’uso di mezzi meccanici che potrebbero pregiudicare la staticità della Torre Pisana. E pensare che risulta già approvato ed in attesa di finanziamento un vero e proprio progetto di restauro del Castello, la cui esecuzione renderebbe del tutto inutile la spesa della “somma urgenza” in quanto le chiodature e le reti metalliche dovrebbero essere rimosse a seguito dei progettati lavori di restauro. L’unico nostro interesse è quello di tutelare, conservare e valorizzare uno dei beni culturali tra i più importanti in Europa, di enorme pregio storico, il Castello di Lombardia appunto”.

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