L’Uisp apre ad una dimensione europea dello sport sociale

L’Uisp apre ad una dimensione europea dello sport sociale

In corso a Bruxelles gli incontri che hanno visto protagonista la delegazione Uisp e rappresentanti della Commissione Europea e del CESE

Si chiude oggi, mercoledì 25 settembre, la visita della delegazione Uisp a Bruxelles che era iniziata lunedì 23. La rappresentanza Uisp, formata da dirigenti e progettisti regionali, ha svolto una serie di riunioni in sedi istituzionali con la Commissione Europea e con il Comitato Economico e Sociale Europeo. Proprio nella giornata di mercoledì si è tenuto l’incontro con i rappresentanti del Cese, a cui il presidente nazionale Uisp, Vincenzo Manco, ha presentato l’associazione dello sportpertutti, descrivendone le radici storiche e culturali, e la vicinanza ai valori espressi dalla Costituzione italiana.

GUARDA IL VIDEO dell’intervento di Manco

“Abbiamo festeggiato 70 anni di vita l’anno scorso – ha detto Manco – nasciamo a braccetto con la Costituzione ed è un passaggio a cui teniamo molto: non siamo un’esperienza associativa che segue la costituzione ma che ne sostiene la nascita, essendo nata dal Fronte della gioventù. E quegli stessi ideali sono quelli che hanno ispirato e contaminato i trattati di Roma del ‘57 e che hanno dato vita alla Comunità economica europea. Nel Fronte della gioventù sono nate le prime esperienze organizzative dell’attività sportiva, il ciclismo dalle staffette partigiane, i campi internazionali, i campi di escursionismo. Dal 1948 al 1990 abbiamo lavorato per popolarizzare la pratica sportiva, abbiamo voluto dare pari dignità e riconoscimento al campione olimpico e al figlio dell’operaio, contribuendo alla diffusione della pratica sportiva, lavorando affinchè il diritto allo sport fosse per tutti. Con il Congresso del 1990 siamo passati dalla centralità della prestazione alla centralità della persona, focalizzando sulla persona le nostre proposte sportive e promuovendo il diritto al movimento in quanto tale, da cui scaturiscono elementi di benessere, relazioni, socializzazione, rapporto sussidiario tra le istituzioni”.

Manco ha poi evidenziato i recenti aggiornamenti normativi legati alla riforma del terzo settore e alla legge delega sul riordino del sistema sportivo, che ha confermato l’Uisp Ente di promozione sportiva riconosciuta dal Coni e Associazione di promozione sociale, nell’ambito del terzo settore italiano. “Ci siamo impegnati affinchè le attività sportive dilettantistiche venissero riconosciute come attività di interesse generale, definizione che assegna ai corpi intermedi e alla società civile una forza in più, in termini di sviluppo del benessere dei cittadini, europei e non solo italiani”.

Per il futuro l’attenzione è rivolta al recepimento da parte dell’ordinamento italiano di una definizione di sport ispirata al Libro bianco della Commissione europea del 2017 e alla promozione delle azioni legate all’Agenda 2030 dell’Onu per uno sviluppo sostenibile.

“A proposito di nuovo umanesimo – ha concluso Manco – la nostra associazione vorrebbe giocare un ruolo sempre più rilevante nella dimensione sociale dell’Europa, promuovendo lo sport non come fine ma come strumento per garantire il benessere a tutti i cittadini. Per questo spingiamo per il recepimento in Italia del Libro bianco, perché afferma principi fondanti: oltre a riconoscere la pratica sportiva organizzata riconosce anche quella che tale non è, un ambito su cui noi siamo molto impegnati nel rapporto con le politiche pubbliche. Il tema delle disuguaglianze ci sta a cuore e riguarda il nostro impegno a contaminare tutte le politiche, in una dimensione più sociale e meno legata alla pratica sportiva”. (A cura di Elena Fiorani)

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