L’U.P.P.I. APPROVA LA PROROGA, PER IL 2018, DELLA CEDOLARE SECCA AL 10% PER I CONTRATTI DI LOCAZIONE CONCORDATI

L’U.P.P.I. APPROVA LA PROROGA, PER IL 2018, DELLA CEDOLARE SECCA AL
10% PER I CONTRATTI DI LOCAZIONE CONCORDATI E RIBADISCE
L’IMPORTANZA DELL’INTRODUZIONE SPERIMENTALE DI UNA CEDOLARE PER I
NEGOZI DEI CENTRI STORICI, COME GIA’ RICHIESTO FIN DAL 2013
Per l’U.P.P.I., Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, non ci sono dubbi sul successo della cedolare
secca sugli affitti. Lo testimoniano le statistiche relative alle dichiarazioni dei redditi presentate nel
2016 che parlano di 1,7 milioni di soggetti che hanno optato per la cedolare secca (+22,4% rispetto
all’anno di imposta 2014) per un imponibile di 11,2 miliardi di euro (+21,2% rispetto al 2014). A tali
considerazioni va aggiunta quella, non meno rilevante, dell’emersione dal circuito nero: l’importo
soggetto a cedolare secca cresce maggiormente nelle regioni meridionali (+26,9%) e isole (+29,7%)
rispetto al trend nazionale.
L’imposta dichiarata è stata di 2,1 miliardi di euro con un aumento del 17,5% rispetto al 2015. Il
maggior incremento si è registrato per i contratti a canone concordato la cui aliquota è stabilita al 10%
(+47,5%) per un ammontare che passa da 1,7 a 2,7 miliardi di euro. L’U.P.P.I. approva la proroga, per il
2018, dell’aliquota al 10% anche se sarebbe stata più apprezzabile la stabilizzazione a regime.
L’U.P.P.I. richiede nuovamente al legislatore l’introduzione, anche in via sperimentale, della cedolare
secca sulle locazioni ad uso diverso da quello abitativo ossia su tutte le locazioni che gravitano intorno
alle attività commerciali, alberghiere, artigianali, già fortemente in crisi a causa della recessione
economica e ulteriormente penalizzate da una legislazione non più adeguata ai tempi e da
un’eccessiva tassazione che ha portato alla chiusura di molti locali anche nei centri storici.
La proposta consiste nell’introdurre una cedolare secca al 23% riservata alle persone fisiche per i
canoni di locazione non superiori ad € 2.500,00 mensili; ciò consentirebbe di dare una spinta al piccolo
commercio attraverso una calmierazione dei canoni di locazione oltre a consentire l’emersione del
sommerso nelle locazioni commerciali.
L’U.P.P.I. rivendica, inoltre, con orgoglio di essere stata la prima tra le associazioni a tutela della
proprietà immobiliare, ad aver depositato, fin dal 2013, un’analoga proposta alle Commissioni Finanze
di Camera e Senato.
L’U.P.P.I. evidenzia che l’aumento della pressione fiscale sugli immobili ha avuto gravi ripercussioni sul
PIL avendo fortemente danneggiato il settore dell’edilizia e delle costruzioni oltre ad aver causato il
default del mercato immobiliare.

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