L’On. Antonio Venturino su emergenza insegnanti siciliani trasferiti

BUONA SCUOLA, VENTURINO (PSI): “IN SICILIA EMERGENZA INSEGNANTI SPOSTATI

AL NORD E INTERE FAMIGLIE DIVISE, LE PROBLEMATICITÀ AVREBBERO DOVUTO ESSERE AFFRONTATE PER TEMPO E GESTITE CON UN PIANO SPECIFICO”

 

“In Sicilia come nel Mezzogiorno, del resto, esiste un’emergenza legata alla situazione dei docenti assunti a tempo indeterminato, grazie alla “Buona Scuola” del Governo nazionale, a cui tutti, a partire dal sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, vogliono mettere il silenziatore, facendo evidenziare che a fronte di un lavoro a tempo indeterminato forse vale la pena anche essere sradicati dalla propria terra”, lo afferma il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino (Psi).

 

“Le problematicità di cui parla Faraone – spiega Venturino – avrebbero dovuto essere affrontate per tempo e gestite non con la solita logica italiana, quella dell’emergenza, ma attraverso un piano specifico, proprio per evitare l’esodo indiscriminato di migliaia di insegnanti i cui trasferimenti dal Sud al Nord sono stati gestiti da un algoritmo, che ha inevitabilmente commesso migliaia di errori. E la vita delle persone? E i loro problemi?”, si chiede Venturino, “ Tutte questioni legate ad un algoritmo. Pur comprendendo che il piano di assunzioni coinvolge 180 mila persone, era necessario prevenire criticità, problematicità e disagi”.

 

“Tantissimi sono gli insegnanti, anche del territorio ennese – aggiunge Venturino – che hanno dovuto sobbarcarsi dall’oggiAggiungi un appuntamento per oggial domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani una destinazione al Nord, con famiglie divise, genitori che si sono dovuti allontanare dai figli, figli che hanno dovuto seguire all’improvviso i genitori per spostarsi in un’altra città. E se è vero che tutto questo accade al prezzo di mettere fine al precariato per avere la certezza del ruolo, sarebbe opportuno riflettere anche sul costo sociale che la mobilità sta comportando. Senza parlare del fatto – continua Venturino – che si parla di utilizzare come insegnanti di sostegno molti di questi docenti abilitati per altro, per consentire loro il rientro in Sicilia. L’auspicio – prosegue il vice presidente vicario dell’Ars  – è che questo governo possa limitare al massimo l’esodo per permettere al maggior numero di insegnanti di poter continuare a lavorare in modo sereno in Sicilia. Ad ogni modo – conclude Venturino – chiederò una audizione all’assessore alla Pubblica Istruzione Bruno Marziano per avere chiarimenti su una questione che è diventata una emergenza”.

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