L’omaggio a Catania della cantautrice Eleonora Bordonaro A MARZO IL SUO NUOVO DISCO “MOVITI FERMA”

L’omaggio a Catania della cantautrice Eleonora Bordonaro

A MARZO IL SUO NUOVO DISCO “MOVITI FERMA”

Intanto il crowdfunding per l’album racconta storie di artisti e artigiani siciliani:

Angelo Migliore, falegname di 88 anni di Scicli che costruisce trottole, Giuseppe La Rosa che realizza marranzani nella sua casa laboratorio in campagna, senza energia elettrica e gas; Alice Valenti, decoratrice di carretti siciliani e artista contemporanea; il magico mondo di carta della bottega d’arte Cartura e quello della famiglia Rodolico di Acitrezza, gli ultimi maestri d’ascia della Riviera dei Ciclopi che per scongiurare la chiusura realizzano giocattoli per bambini con lo stesso legno delle barche

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Uscirà a marzo 2020 il nuovo disco della cantautrice siciliana Eleonora Bordonaro, con la produzione dal polistrumentista e compositore catanese Puccio Castrogiovanni. Si intitolerà “Motivi ferma”; un ossimoro solo apparente, dato che in siciliano “muvirisi” vuol dire restare. “Un modo di dire buffo – spiega la Bordonaro – che nasconde però l’atavico dualismo tra evolversi o resistere, tra partire e restare. Tra il desiderio di muoversi e la condanna all’immobilità”. L’ALBUM Il disco nasce, cresce e si sviluppa a Catania, e coinvolge quasi cento artisti che lo hanno scelto come luogo per sperimentare la loro creatività. “ Qui – continua la cantautrice – in mezzo a quella energia elettrizzante c’è una comunità artistica che vive del desiderio puro e istintivo, quasi animale, di produrre arte. Senza aspettare le migliori condizioni, perché a Catania le condizioni per fare arte sono già le migliori quando c’è il desiderio di fare”. Sarà un disco ritmico, pieno di energia, basato sulle percussioni e sul suono del marranzano, un disco che verrà realizzato grazie ad un crowdfunding fuori dall’ordinario, un progetto nel progetto che ha raccolto storie di artisti e artigiani, storie che sanno di terra, di mare, di pietra nera e di fuoco. Tutti gli oggetti scelti come ricompensa per i sostenitori incarnano l’idea di muoversi da fermi o stare fermi muovendosi. E quindi ci sono le trottole del signor Angelo Migliore, falegname di 88 anni di Scicli che costruisce trottole, i marranzani di Giuseppe La Rosa costruiti nella sua casa laboratorio in campagna, senza energia elettrica e gas; le pitture di Alice Valenti, decoratrice di carretti siciliani e artista contemporanea; il magico mondo di carta di Cartura, accolta dagli sguardi

poetici di marionette, lampade e illustrazioni e, da ultimo, la famiglia Rodolico di Acitrezza, gli ultimi maestri d’ascia della Riviera dei Ciclopi. Tutti loro hanno messo a disposizione oggetti originali e unici, fatti a mano e dedicati espressamente a “Moviti Ferma”.

LE STORIE Il falegname Angelo Migliore che costruisce “Truppetti” È il tipico gioco siciliano da strada. La trottola di legno, anche detta tuppettu o strummula, si muove restando ferma. La strummula è fondamentalmente una sfera di legno nella quale viene inserito un pezzo di ferro appuntito al quale viene attorcigliata una cordicella. A Sciacca, nel cuore della Sicilia, vive il mastro falegname Angelo Migliore di 88 anni, che per “Moviti ferma” realizzerà a mano nella sua bottega i tuppetti di legno, alti circa 8 centimetri. La sua passione per i tuppetti o truppietti, come si dice a Scicli, lo ha accompagnato tutta la vita, da quando suo nonno gli insegnò a costruirli. Dice: “Amo i tuppetti perché sono i giochi dei ragazzi”. I tuppetti verranno personalizzati da Rosanna Tattaresu, un’artista paternese che lavora con la tecnica della decorazione tradizionale su pietra lavica e materiali naturali e personalizzata con un logo e la scritta Moviti Ferma. (https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=hKR1S_BnUgw&feature=emb_logo )

Alice Valenti e le sue decorazioni Alice Valenti, è un’artista catanese, pittrice e decoratrice di carretti siciliani, conosciuta per essere stata l’unica allieva del maestro Domenico Di Mauro, uno degli ultimi detentori dell’arte di decorare i carretti. Da sempre affascinata dalle tradizioni dell’arte popolare siciliana e spinta dall’impulso creativo di preservarla e renderla contemporanea, sperimenta la trasposizione dell’apparato decorativo del carretto su mobili e oggetti di design collaborando con importanti brand della moda e del lusso. Per “Moviti ferma”, Alice Valenti ha disegnato la copertina del live cd con cinque brani a sorpresa del repertorio siciliano e decorerà i cavalli a dondolo del cantiere Rodolico. Nella sua storia artistica, Alice ha decorato Spiranza, una barca del cantiere Rodolico di Acitrezza in cui, tra figure mitologiche e i faraglioni, il pavimento riporta stralci di lettere ritrovate sui barconi dei migranti approdati negli ultimi anni a Lampedusa, testi dei Malavoglia e dell’Odissea. “Spiranza” racconta anche i tanti viaggi della speranza che partono e giungono in Sicilia e sono simbolo della condizione umana. (https://www.youtube.com/watch?v=NUgUbM_RuuA&feature=emb_logo)

I marranzani di un indiano metropolitano: Giuseppe La Rosa A Catania, c’è un giovane costruttore di marranzani che vive, senza energia elettrica e riscaldamento, in un tipi indiano in un giardino proprio fuori dalla città. Ha scelto la libertà e la natura. Ha scelto la musica. Giuseppe La Rosa è l’erede autodidatta dell’antico mestiere di costruttore di marranzani siciliani. Nella sua piccolissima officina, riparata solo da una tettoia, partendo da una barretta di ferro, titanio o rame, forgia marranzani con cura certosina. Grande attenzione ai particolari e alle lamelle e, soprattutto, voglia di sperimentare. Tutto realizzato a mano, senza elettricità. Solo sudore e molta cura. L’ultima novità è uno scacciapensieri con la lamella sdoppiata che è l’oggetto dei desideri di molti americani. Giuseppe La Rosa in sintesi è l’ultimo hippie o il nuovo indiano metropolitano. O, più semplicemente, un sognatore. Costruisce e suona marranzani intonatissimi con il solo aiuto di un forno a mantice, l’incudine e l’aceto di mele per lucidare. I suoi marranzani sono richiestissimi, perché preziosi e unici. Per “Moviti ferma” costruirà marranzani personalizzati in ogni tonalità, a scelta dell’acquirente. (https://www.youtube.com/watch?v=x4nlhX6b52c&feature=emb_logo)

Il mondo fantastico della Bottega d’Arte Cartura Nel regno di Cartura la poesia prende vita. Marionette, lampade, sculture e illustrazioni animano la piccola bottega artigianale che vive di carta e colori, in uno stile inconfondibile che unisce la dolcezza degli sguardi, la plasticità delle forme e la semplicità dei materiali. Personaggi unici dalle forme eteree e dagli occhi espressivi, in uno stile inconfondibile che unisce disegno e teatro. Una poetica, il carturismo (neologismo tra carta e spazzatura), basata sulla reinvenzione in chiave artistica di carta, colla e oggetti in disuso, per aprire le porte dell’immaginazione in un’isola felice, distante dal caos del mondo. Per “Moviti ferma”, i maestri della bottega d’arte hanno immaginato una collezione di illustrazioni originali, ispirate ai testi e alla musica del disco, che saranno stampate su carta preziosa in numero limitato. Inoltre, farà parte delle ricompense la Risucata, la lampada da terra oscillante, la più Moviti Ferma tra le lampade della collezione. (https://www.youtube.com/watch?v=MkCCKcOTATg&feature=emb_logo)
I Mastri d’ascia Rodolico, tra barche e cavalli a dondolo per scongiurare la chiusura Sono gli ultimi mastri d’ascia rimasti nella Riviera dei Ciclopi, ad Acitrezza, nel paese dei Malavoglia. Salvatore e Giovanni Rodolico da quattro generazioni costruiscono barche di legno interamente a mano. Niente computer, niente tecnologia, l’interno del cantiere è un piccolo gioiello. Sembra quasi che ogni martello, ogni lama, ogni banco da lavoro, a un semplice tocco, possano animarsi per raccontare storie. Considerato una vera e propria istituzione, Salvatore Rodolico è stato insignito del titolo di “Tesoro Umano Vivente” dalla Regione Siciliana. Eppure il cantiere è in gravi difficoltà e rischia di chiudere per sempre. Dietro questo vero e proprio “attentato” alla storia e all’identità siciliana ci sarebbe un esposto anonimo inviato alle autorità che, dopo la denuncia, si sono viste costrette a intervenire con costosissime richieste di adeguamento alle normative nonché alcuni tentativi, non troppo chiari, di costringerli a lasciare quel pezzo di costa proprio di fronte all’Isola Lachea, gioiello della Riviera, cibo prelibatissimo per speculazioni edilizie e investimenti. Per cercare di uscirne, i Rodolico hanno deciso di differenziare la produzione, realizzando giocattoli per bambini, i cavalli a dondolo di Rodolico, fatti a mano con lo stesso legno delle barche. I cavalli sono alti circa ottanta centimetri e sono decorati a mano da Giovanni Rodolico e Alice Valenti. Un misto di poesia, raffinata tecnica artigianale e tanta voglia di resistere. Un’opera d’arte della resistenza. I Rodolico e la loro storia centenaria rappresentano l’ostinazione caparbia nel voler restare legati al proprio luogo, alla propria identità professionale e umana. Rappresentano moviti ferma, cioè il radicarsi in alcune certezze, l’etica del lavoro, l’onestà, la cura dei luoghi, l’integrazione armonica con la natura, il muoversi fermo in un mondo che si muove velocemente, chissà dove. (https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=8oRe16oL8aw&feature=emb_logo)

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