Lo scenografo ennese Paolo Previti, “Quello ennese territorio di grandi opportunità in questo settore”

Enna territorio vocato al cinema? Pare proprio di si. Almeno è quanto si sente di affermare senza nessun timore ad essere smentito, l’ennese Paolo Previti che di mestiere fa “l’artigiano del cinema” ovvero lo scenografo. Quarantadue anni, sposato, cresciuto in una famiglia di artisti, (il papà Luigi è un pittore) Paolo il sangue artistico ce l’ha nelle vene visto che anche gli studi da lui condotti sono andati in questa direzione con un diploma al liceo artistico. Dopodichè inizia l’attività lavorativa come progettista di interni di arredamenti. L’esordio nel cinema ma come Capo Costruttore di scenze nel 2001 con il Film girato quasi interamente nell’ennese “Tre giorni d’anarchia”, del regista Vito Zagarrio. Dopodichè tanta esperienza come assistente scenografo in importanti lavori come la Fiction “Il Capo dei Capi”, o il film “La bella società” del regista Giampaolo Cugno e realizzato anche questo per buona parte in territorio ennese, mentre l’esordio come Capo Scenografo a tutti gli effetti con “Rossomalpelo” di Pasquale Scimeca nel 2008 e con cui ha anche lavorato per altri film come “Il cavaliere del Sole”. L’ultimo film a cui ha lavorato “La fuitina sbagliata” con il duo comico “I soldi spicci” con la regia di Mimmo Esposito e realizzato quasi per intero a Castelbuono mentre proprio in questi giorni sta ultimando un cortometraggio dal titolo “Magic Show” di Andrea Traina prodotto da Labirinto e realizzato nei luoghi del Commissario Montalbano e che vede protagonista Nino Frassica. Ma Paolo è anche un ragazzo molto impegnato sul sociale visto che è anche Rettore della Confraternita di Maria Santissima La Nova e nella chiesa dove ha sede si svolge una dinamica attività in particolare con i giovani. Un lavoro sicuramente non convenzionale quello dello scenografo. “Direi di si – ci racconta Paolo – però per me quello dello scenografo prima di tutto è una passione, è stato per certi versi da sempre il sogno della mia vita e quindi non lo ritengo un lavoro. Proprio per questo motivo la fatica ed i problemi che possono sorgere non mi pesano mai assolutamente”. Sia da Capo Costruttore che da Scenografo hai collaborato con numerosi registi e conosciuto tanti attori. Ricordi qualcuno in particolare o qualche aneddoto? “Non voglio fare un torno a nessuno – continua – da ognuno di questi porto un bel ricordo e da ognuno ho sempre preso qualcosa che mi ha fatto arricchire il mio bagaglio d’esperienza”. Le difficoltà maggiori nel tuo lavoro? “Quello di riuscire a trasformare in visivo la sceneggiatura scritta – continua – e che non è affatto facile. E non parlo solo della scelta delle location e di ambienti. Ma sopratutto quello della descrizione psicologica degli stessi personaggi anche attraverso gli arredamenti di una casa o altro. Ma ad ogni modo ogni lavoro è una esperienza totalmente nuova e diversa e questa a mio avviso è la principale ricchezza di questa attività”. Un lavoro per certi versi così affascinante ma che però non vede in giro tanti professionisti in questo settore. Ci sono giovani che hanno il piacere, la passione, il coraggio di buttarsi in questa esperienza? “Io posso dire che ad esempio faccio dei corsi fi formazione su questa attività – continua – e ritengo ad esempio che in provincia di Enna ci siano importanti maestranze che ruotano anche come indotto attorno alla mia figura lavorativa ed a cui io mi affido molto spesso. Per citarne uno per tutti ad esempio mi affido per la grafica a Giueppe Arancio e tanti lavori li ho anche fatti con il mio amico e giovane regista con cui c’è anche un solido rapporto di collaborazione l’ennese Davide Vigore come ad esempio nel cortometraggio “La Viaggiatrice”. Ho lavorato anche per dei video clip pper il nostro bravissimo artista ennese il cantautore Mario Incudine”. Ed il territorio ennese secondo te è vocato ad ospitare le riprese di film e di quale genere. “Senza ombra di dubbio – conclude – il territorio ennese come location offre tanto da un punto di vista monumentale, paesaggistico, architettonico ed altro ed è per certi versi ancora un territorio tutto da scoprire. E’ fuor di dubbio che per conoscere questi territori si deve però anche lavorare molto nella promozione”. Considerando il periodo non certo facile che viviamo e anche la situazione territoriale di partenza, tu sei una persona che anche tra mille difficoltà sei riuscito a trasformare un sogno in un lavoro. Cosa consigli a ragazzi che abbiamo questa passione ma che non hanno il coraggio di buttarsi in questa espeienza? “I sogni vanno coltivati sino a quando è possibile – conclude Paolo – e quindi consiglio di avere il coraggio di osare. Per quello che posso fare o dare i mi metto a servizio del territorio e se si vuole sono pronto da fornire in mio modesto contributo di esperienza in questo campo”.

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