Lo Chef ennese Rosario Umbriaco a Festa A Vico

Un gran successo per lo Chef ennese Rosario Umbriaco a Festa a Vico l’evento partenopeo di arte culinaria a Marina di Seiano che raccoglie fondi per Onlus Amiche. Ancora una volta Rosario ha spopolato con i suoi arancini.

“Festa a Vico 2018”. Rosario Umbriaco tra gli chef chiamati a raccolta da Gennaro Esposito per la sedicesima edizione della kermesse. A Marina d’Equa di Seiano (Na) la sera del 5 giugno, Rosario Umbriaco ha rappresentato l’artigianalità “Made in Sicily” con il suo arancino 100% siciliano.

Dopo l’invito dei fratelli Cerea lo scorso anno al ristorante “Da Vittorio” nella serata dedicata allo street food, gli arancini di Rosario Umbriaco seducono anche il palato dello chef bistellato Gennaro Esposito, ideatore e curatore della manifestazione “Festa a Vico”, giunta quest’anno alla sedicesima edizione e ormai divenuta appuntamento fisso e immancabile per il mondo della gastronomia italiana e non solo.
E’ stato lo stesso chef Esposito a richiedere la partecipazione di Umbriaco a seguito di una visita avvenuta qualche mese fa alla tavola calda. Colpito dalla precisione del lavoro artigianale e dall’ottimo gusto, ha voluto che fossero i suoi arancini a rappresentare la Sicilia per la cena conclusiva di “Festa a Vico 2018” del 5 giugno a Marina di Seiano, insieme ai più intraprendenti autori nel panorama italiano del cibo da strada di qualità.
Per l’occasione Rosario Umbriaco ha proposto ai partecipanti l’arancino 100% siciliano, capace di esprimere la polivalente espressione dell’agroalimentare dell’isola ed essere allo stesso tempo un prodotto capace di racchiudere in un solo morso storia, cultura e tradizioni sicule.
L’arancino 100% siciliano di Umbriaco è preparato con riso di Leonforte (Enna) cotto in acqua di Mare di Sicilia, condito con estratto di pomodoro di San Cataldo (Cl), zafferano ennese, piselli freschi di stagione e stracotto di carne di bovino adulto allevato al pascolo.
Si tratta di un prodotto capace di rappresentare l’anima più autentica del territorio e della tradizione siciliana ; il riso lavorato ancora a mano e fatto raffreddare sul piano di marmo come si faceva una volta e lo stracotto di carne tagliata al coltello, sono espressione di un modo lento, attento e artigianale di lavorare, dove è proprio il tempo e attraverso il tempo che si esprime la cura per i prodotti e per chi li mangerà.
La manifestazione si è svolta dal 3 al 5 giugno e ha coinvolto i più importanti chef italiani quali, oltre lo chef Esposito, Cannavacciuolo, Bowerman, Bottura, Cracco, Bobo e Chicco Cerea solo per citarne alcuni. Il ricavato delle tre serate è stato integralmente devoluto in beneficenza.

Si potrà prendere parte alla serata con un’offerta minima di 120 €, che saranno destinati alle associazioni onlus.

fonte scattidigusto.it

Festa a Vico chiude un’edizione record: 270 mila € in beneficenza!
di Vincenzo Pagano – In Notizie
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Il 2018 sarà ricordato a lungo negli annali delle manifestazioni più riuscite di sempre: Festa a Vico raccoglie in beneficenza 270.000 € a favore delle Onlus amiche.

Una cifra record che va oltre le più rosee previsioni: la speranza era avvicinarsi a 250 mila € dopo il traguardo dei 215 mila € dell’anno scorso.

Ma il successo di Festa a Vico 2018 era già nell’aria domenica in apertura con La Repubblica del Cibo. Una folla senza precedenti ha letteralmente invaso strade, piazze, negozi e ogni posto disponibile per un banco di chef, artigiani e pizzaioli.

Gennaro Esposito, l’inventore della festa, ha calato l’asso sul tavolo, anzi, ha messo giù un tris di assi della cucina che ha fatto lievitare il banco delle donazioni: Antonino Cannavacciuolo, Massimo Bottura e Carlo Cracco. Un asso al giorno per spingere a fondo sull’acceleratore pop della festa che si nutre di alta cucina e di prodotti della terra, di piatti stellari e di nuove promesse, di pizza e di nuove promesse.

A dare l’avvio è stato Antonino Cannavacciuolo, più di tutti star dell’immaginario collettivo in grado di richiamare un pubblico vasto ed eterogeneo: quello che ci vuole per spiegare cos’è la buona cucina e alimentare le donazioni.

Massimo Bottura è arrivato il lunedì per la super cena delle stelle, ma non ha avuto paura di misurarsi con la pizza a metro e di mandare in sala come aperitivo la sua pizza che omaggia Campania e Emilia Romagna in quella visione di fusione di esperienze, ricordi e sogni che è il sale di ogni buona portata. La cifra richiesta per partecipare alla cena con tanti protagonisti, 280 €, non ha spaventato sponsor e appassionati e il risultato ottenuto è anche figlio di questa decisione di innalzare l’asticella della donazione dagli originali 150 €.

E poi Carlo Cracco, in grado di muovere appassionati, critici, media con una pizza che qualcuno vorrebbe abominio ma che è un’altra chiave per mettere in contatto l’alto e il basso della cucina o, meglio, il costoso – non abbiamo paura a usare il termine – con il pop alla portata di molte tasche. E il dualismo si è ricomposto anche a Festa a Vico con la cena segreta riservata a pochi, circa 50 commensali, che non hanno battuto ciglio davanti al gettone richiesto e l’apertura del Cammino di Seiano ovvero lo street food nella sua massima espressione in cui ha giocato la parte del leone proprio la pizza.

E Carlo Cracco si è messo in gioco con un altro grande protagonista della scena gastronomica non più solo partenopea: Gino Sorbillo. Insieme hanno preparato una pizza fritta che nel mondo della comunicazione spontanea social è diventato il quarto asso per un poker che ha permesso di creare il ricco piatto di 270.000 € di beneficenza.

E l’appuntamento, come al solito, è per il prossimo anno: Festa a Vico 2019. Lo sapete già che ci sarà da stupirsi come ogni anno.

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