L’inizio dei duelli elettorali, l’opinione di Angiolo Alerci

INIZIO DEI DUELLI ELETTORALI

In questi ultimi giorni le governance dei partiti hanno definito le linee strategiche studiate per affrontare l’imminente campagna elettorale.
Se dalla mattina si vede il buon giorno abbiamo capito che, nonostante il richiamo del nostro Presidente della Repubblica, un lungo periodo burrascoso è alle porte.
Battaglia a colpi di “balle”. Ognuno ritiene di averle “ sparate” più grosse, ma l’incentiva dei nostri politici ci riserverà momenti sempre più negativamente importanti.
Due gli aspetti che si possono al momento evidenziare:
-il primo aspetto riguarda un programma comune a tutti gli schieramenti : la diminuzione delle tasse, la riduzione o la eliminazioni dei contributi, agevolazioni alle imprese, la diminuzione della disoccupazione, specie nei confronti dei giovani e delle donne,l’abolizione del canone RAI ed in ultimo l’abolizione delle tasse universitarie.
Siamo all’inizio della lunga campagna elettorale e, quindi,c’è abbastanza tempo per giocarsi altre nuove “balle”,
– il secondo aspetto riguarda il fatto che nessuno ha indicato la provenienza delle risorse per attuare questo meraviglioso programma, meno il Presidente Grasso che, nell’affermare che saranno eliminate le tasse universitarie, ha detto “troveremo i fondi”.
Tutti,però, dovranno ricordarsi che non è consentito al nostro paese di aumentare il nostro debito pubblico.
Il Centro destra ha siglato un accordo con l’apertura alla cosiddetta quarta gamba centrista, la quale dovrebbe accettare una discriminazione dei suoi candidati, escludendo quelli non graditi a Salvini & c ed inoltre sottoscrivere impegni contrari a norme costituzionali.
Il Centro Sinistra renziano, da una parte continua ad ignorare il buon risultato dell’attività governativa di Gentiloni, dall’altra non riesce a parare i colpi che continuamente pervengono, non tanto da Berlusconi, che in questo momento lo ignora, ma dalla sinistra capitanata dal fuoriuscito Grasso.

Grasso, nel suo discorso ufficiale, ha posto condizioni inaccettabili per un impossibile incontro con il PD, criticando tutte le realizzazioni fatte nel corso del Governo Renzi che andrebbero, non ,rivisitate, ma abolite.
Come ciliegia sulla torta è stato dichiarato che nei collegi, ove in astratto sarebbe possibile una vittoria del P.D. saranno candidati i massimi esponenti della nuova Sinistra , per comprometterne un esito favorevole..
In questo particolare momento l’unica affermazione seria è stata fatta dal Movimento 5 Stelle che, superando l’autolesionismo che ne ha caratterizzato la legislatura con la scelta di autoescludersi da ogni contatto con gli altri gruppi parlamentari, ha cominciato ad usare un linguaggio più politico.
Di Maio ha ripetutamente affermato che, se il Movimento sarà il maggiore suffragato, a norma della Costituzione il Presidente della Repubblica dovrebbe affidargli l’incarico di formare il nuovo Governo.
In questo caso presenterebbe al Parlamento il SUO programma per ottenerne la prevista fiducia.
Ho sottolineato SUO perché il movimento 5 Stelle ha fatto intendere che non accetterebbe alcuna modifica al suo programma.
Nello stesso tempo il Movimento 5 Stelle sa, se i numeri in Parlamento lo consentiranno, di potere ottenere la fiducia con l’astensione della destra di Salvini o dalla Sinistra di Grasso per non correre il rischio, già paventato da molti, di un “inciucio” Renzi-Berlusconi.
Renzi che da un po’ di tempo fa discorsi a tutto campo non ha più parlato dell’eventuale Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Non tiene in alcun conto che questo suo silenzio ha danneggiato e continua a danneggiare il P.D., dal momento che non ha saputo leccarsi le ferite provocate dall’ esito negativo del referendum.
Non esplicitare che, in caso di possibili convergenze. candidato alla Presidenza sarebbe confermato l’ottimo Gentiloni, continua a creare nella pubblica opinione dei moderati incertezze e confusioni.
L’ esito della prossima campagna elettorale sarà il tema che dominerà le discussioni in questi due mesi di confronti.
Nonostante l’appello di tutte le forze politiche ed il richiamo del nostro Presidente della Repubblica, sarà la grande percentuale degli astenuti a determinare il risultato elettorale.

angiolo aler

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