Libri, presentazione al Senato del libro sull’autonomia siciliana di Armao e Saija

PRESENTAZIONE AL SENATO DEL VOLUME CURATO DA G.ARMAO-M.SAIJA
‘SETTANT’ANNI DI AUTONOMIA SICILIANA’

Sarà presentato il 28 marzo, alle ore 15, al Senato della Repubblica,
presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, il libro “Settant’anni
di autonomia siciliana 1946-2016”, curato da Gaetano Armao e Marcello
Saija, pubblicato da Rubettino.
I lavori saranno introdotti dal Sen. Mario Ferrara, Presidente del
Gruppo “Grandi autonomie e libertà”, e moderati dal giornalista
Gaetano Savatteri. Interverranno il Prof. Francesco Bonini, Rettore
della LUMSA di Roma, il Prof. Guido Corso Roma tre, ed il Prof.
Esteban Anchustegui dell’Università dei Paesi Baschi.
Concluderà i lavori il Presidente della Commissione parlamentare per
le questioni regionali Sen. Gianpiero D’Alia. Ha assicurato la
presenza il Presidente del Senato, Pietro Grasso.
Saranno altresì presenti i curatori del volume i Proff. Gaetano Armao
e Marcello Saija dell’Università di Palermo.
Il volume raccoglie oltre trenta contributi di studiosi, italiani e
stranieri, sui temi dell’autonomia, del regionalismo e
dell’autodeterminazione presentati in occasione del Convegno
celebrativo del settantesimo della nascita della Regione siciliana
promosso dall’Università di Palermo. Si ripercorrono così le diverse
fasi della stagione della genesi dello statuto speciale siciliano, che
va dal 1944 sino al 1948 con la conclusione dell’esame da parte
dell’Assemblea costituente sino alla pubblicazione della legge
costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2 che converte in legge
costituzionale dello Statuto della Regione siciliana, approvato col
decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455.
I contributi di autorevoli giuristi e storici analizzano, altresì, le
cause dell’oblio nel quale é scivolata l’autonomia speciale, in
particolare quella siciliana, e le potenzialità che ancora residuano
per ipotizzarne il rilancio di fronte ai profondi mutamenti
intervenuti. Il regionalismo italiano affonda le radici nella storia
del Paese, e dopo il fallimento della revisione costituzionale, non
torna alla base, ma necessita adesso di un profondo riordino, pur se a
Costituzione invariata, dell’assetto dei livelli di governo nel
prospettiva europea del pluralismo istituzionale e dell’insularità.
In tale contesto lo Statuto siciliano, se da un lato raccoglie le
innovative intuizioni del regionalismo italiano ed europeo, dall’altro
si riconnette alle direttrici costituzionali che, a partire dal 1812 e
sino al 1860, animarono il confronto sull’autogoverno della Sicilia,
ma necessita adesso di una profonda revisione che lo ricolleghi alle
innovative esperienze di autogoverno di altre Regioni d’Europa e ne
faccia strumento efficace del diritto all’innovazione dei siciliani

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