Libri, a Nissoria l’ultima tappa del primo tour siciliano del Giornalista Simone Nastasi

A Nissoria l’ultima tappa del primo tour siciliano del giornalista Simone Nastasi

L’autore  presenterà il suo libro “Cuffaro tutta un’altra storia – La verità sul processo al presidente dei siciliani”, domenica 17 gennaio ore 16 al Centro Polifunzionale “Nino Buttafuoco”

 

 

Nissoria – Si conclude a Nissoria il primo tour del giornalista romano Simone Nastasi autore di “Cuffaro tutta un’altra storia – La verità sul processo al presidente dei siciliani”, il libro edito da Bonfirraro che mette in luce gli aspetti meno raccontati del dibattimento.

Dopo Catania, Palermo e Raffadali (AG) paese d’origine dell’ex governatore, Nissoria è il centro dell’ennese che ospiterà la presentazione del volume domenica 17 gennaio ore 16, al Centro Polifunzionale “Nino Buttafuoco”. Modererà l’incontro Franco Licciardo, direttore di Azzurra TV. Interverranno, insieme all’autore e all’editore Salvo Bonfirraro, il sindaco della città Armando Glorioso, Paolo Garofalo, che si occupa di diritti umani, e l’avvocato penalista Ones Benintende.

A più di un mese dalla scarcerazione di Totò Cuffaro, Nastasi arriva in Sicilia per la presentazione della sua nuova pubblicazione con la quale rilancia molti dubbi sulle tesi dell’accusa, raccontando i passaggi più importanti che hanno scandito, come recita il lungo titolo, l’intera vicenda dibattimentale del «primo condannato della storia politica italiana a scontare in carcere una pena così lunga».

Il cronista, conosciuto dal pubblico siciliano già nel 2013 – in occasione del lancio del suo libro d’esordio “Il caso Speziale. Cronaca di un errore giudiziario” (Bonfirraro ed.) incentrato sui tragici fatti del derby Catania – Palermo nella notte del 2 febbraio 2007 – mette a fuoco, nei tre gradi di giudizio, tutte le motivazioni che hanno via via portato alla condanna in Cassazione a sette anni di reclusione per rivelazione di segreto istruttorio con l’aggravante di favoreggiamento mafioso. «Un’accusa – scrive Nastasi – che Cuffaro ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi continua a non voler accettare, perché ripete ‘la mafia fa schifo’ e ‘la mafia, l’ho sempre combattuta’. Anche nel suo caso, valga allora la domanda: la verità giudiziaria e quella storica, possono coincidere? I fatti sono andati veramente in questo modo?».

Dubbi, interrogativi, testimonianze, interviste esclusive e quant’altro: tutto contribuisce a fare del volume – con la prefazione del giornalista d’inchiesta Guido Paglia, direttore de L’ultima ribattuta, e con la postfazione dell’avvocato ed ex parlamentare Mauro Mellini, autore de Il partito dei magistrati (Bonfirraro ed.) – un saggio acuto e agile, dall’andamento a spirale, con i concetti accennati prima e approfonditi poi, che abbandona subito la presunzione di essere detentore di assolute verità – a dispetto del titolo provocatorio – ma che induce il lettore a porsi, sempre e comunque, delle domande da cittadino libero.

 

E proprio in merito al libro, abbiamo sentito Cuffaro che si è gentilmente prestato a un’intervista. Si presenta serenamente, con quel mezzo sorriso che adesso sembra essersi accasato sul suo volto. Cominciamo in media res. Ha già tra le mani il saggio di Nastasi. «L’ho letto subito dopo la mia scarcerazione, tutto d’un fiato – ci dice immediatamente – non conoscevo Simone, mi ha molto colpito la sua ostinazione ad approfondire giornalisticamente particolari che spesso, all’apparenza, risultano anche inutili».

–           Il libro batte molto sulla famosa “prova regina”. Nastasi ne fa emergere tutte le contraddizioni: lei che idea si è fatto?

«“Prova regina” che in realtà sarebbe la famosa frase “Ragiuni avia Totò Cuffaro”! Se si dovesse dare un giudizio sulla mia vicenda giudiziaria partendo da questo nessuno potrebbe basarvi un processo. E non perché lo dico io, ma perché lo hanno affermato i periti del tribunale. Quando vennero chiamati in causa questi esperti, dissero subito che tale intercettazione non c’era! Nastasi lo prova portando a conoscenza i referti in appendice …»

–           Che tipo di lavoro ha fatto secondo lei Nastasi?

«C’è stato un impegno intenso e meticoloso dietro. Perché Nastasi non si è fermato soltanto a rileggere le carte del mio processo, che sono già migliaia, ma aggiungendo quelle degli altri dibattimenti paralleli e mettendole in rapporto tra loro ha trovato ulteriori discrasie e incongruenze. Separando i fatti dalle opinioni, racconta un dato oggettivo e soltanto dopo mostra al lettore, senza interferenza, quali sono le sue idee personali… A questo si è aggiunto un percorso di contestualizzazione della mia figura in quanto politico e in quanto uomo, svolto con una prosa molto scientifica ed efficace».

–           Quale potrebbe essere l’ultimo capitolo di questo libro?

«Quello sul processo di revisione! Per il quale, lo anticipo subito, rinuncio a qualsiasi indennizzo! Questa speranza mi ha dato conforto e forza in carcere. Adesso che ho finito di scontare per intero la mia pena, per cui nessuno potrà venirmi a dire che non ho voluto pagare il mio conto con la giustizia, vi anticipo subito che stiamo preparando la revisione. È stata effettuata un’ulteriore perizia con le più moderne tecnologie, tramite strumenti avanzatissimi e questi sanciscono esattamente tre cose – che sostanzialmente emergono anche dalla disamina di Nastasi: quella frase detta non è mai stata detta; in quel momento non c’è nessuna donna che parla; la microspia non è mai stata tolta dal luogo in cui era stata posizionata dai Ros. Attraverso questo percorso, mi interessa ripristinare il mio onore… La mia storia, che non può essere solo fango!»

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