Libri a breve sulla rete il primo lavoro di Elisabetta Scaramelli

Tragodìa: Il gelo nel cuore. E’ il titolo del primo volume della Trilogia Tragodia della scrittrice calabrese Elisabetta Scaramelli che andra a breve in uscita sulla rete. Quarantaquattro anni, cosentina con una Laurea in Dams, Elisabetta Scaramelli da diversi anni si è trasferita a Enna. Nella sua esperienza professionale dopo la laurea in articolare nel campo della pubblicità anche se ha sempre svolto attività artistica come pittura, teatro, canto, musica) creando anche un suo laboratorio artistico prima di trasferirsi in Sicilia.

“Scrivo da quando ho imparato a scrivere – racconta – ho accumulato per anni racconti e poesie che riflettevano, anche, la mia passione per il genere gotico e la vasta letteratura italiana e straniera del tardo 1800. Dopo anni di “silenzio”, a causa degli impegni universitari, ho ripreso a scrivere. “Il gelo nel cuore nasce con un altro titolo: Lettere morte. Ideato e strutturato come il diario di Ludovico Visconti, quindici anni fa. A distanza di molti anni l’ho rielaborato trasformandolo in un unico romanzo, prima di decidere di farne una trilogia. A breve uscirà anche il secondo volume”.

Tragodìa: Il gelo nel cuore.

Nella bigia Torino del 1905, donna Maria, anziana e austera siciliana, muore, lasciando un’eredità di segreti al figlio Ludovico, che vive con noncuranza l’accaduto a causa di un disinteresse verso sua madre.

Ludovico è un vice commissario di Polizia misantropo e scontroso, ateo e scostante, con delle convinzioni radicate che lo rendono poco gradito a chi non lo conosce profondamente.

Il suicidio di una giovane donna, però, lo mette davanti ad una nuova visione della morte, ad uno stato d’animo che fino a quel momento aveva sempre cercato di contrastare. Prova pena. Si ritrova a combattere contro una politica poco interessata a difendere i diritti dei miserabili, alla negligenza degli egoisti e inizia ad investigare per conto suo sull’annegata con la complicità di un giovane agente per metà siciliano, come lui.

Stanco di soprusi e ignavia, decide di partire per la Grecia. Aveva scoperto un nuovo Ludovico che lo aveva destabilizzato e, in più, aveva scoperto dopo quasi quarant’anni delle scottanti verità sui suoi genitori. Aveva, quindi, bisogno di sole e tepore, per asciugare l’umidità di quella monumentale Torino. La Grecia lo farà sentire a casa, tra estranei, eppure contribuirà non solo a definire la storia dell’annegata dapprima sconosciuta, ma gli darà risposte alle innumerevoli domande sulla sua famiglia e su quella Sicilia “che profuma di agrumi e polvere da sparo, dove tutto è fatto per onore e non per amore”.

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