Liberalizzazione prezzo dei carburanti; l’opinione di Angiolo Alerci

Uno dei più importanti provvedimenti adottati dal Presidente Monti è stato quello riguardante la liberalizzazione del prezzo dei carburanti.

Venne così interrotta l’azione fraudolenta delle Società petrolifere che, mentre erano in continua lotta tra di loro per accaparrarsi le forniture del greggio, imponevano nel mondo un cartello per evitare la concorrenza, impegnandosi a fissare alcuni parametri quali le condizioni di vendita,il livello dei prezzi, l’entità della produzione e le zone di distribuzione.

Il 30 giugno del 2012 segnò la fine di questo patto scellerato.

Da quel giorno il prezzo dei carburanti, nonostante l’ esosa percentuale delle accise che periodicamente continua ad aumentare, ha subito una diminuzione in gran parte dovuta alla vertiginosa discesa del prezzo del greggio.

Quello che oggi va registrato è il fatto che il prezzo del carburante varia nei distributori con grosse oscillazioni, che da sole indicano il danno che è stato nel tempo provocato ai consumatori.

Purtroppo la stessa cosa non è avvenuta per quanto riguarda il prezzo del gas domestico.

La cosa strana è la dimensione delle differenze riscontrate nei vari distributori di carburante.

Nello stesso giorno in due distributori della nostra provincia sono stati rilevati i seguenti prezzi:

distributore n.1 Diesel euro 1,75 – benzina euro 1,89

distributore n.2 Diesel euro 1,32 – benzina euro 1,43

Si tratta di una differenza per ogni litro di euro 0, 43 per il diesel e di euro 0,46 per la benzina.

A volte i centesimi dell’euro non fanno molta impressione ma se,

per mero capriccio, volessimo tramutarli in lire la differenza sarebbe rispettivamente di L.832 e di L.890 per ogni litro.

Chi come me ha una certa età si ricorderà che nel 1956, a seguito della crisi di Suez, la benzina costava L.116 al litro .

Per l’aggravio delle spese di trasporto, dal momento che le navi petroliere provenienti dal medio oriente, per raggiungere il Mediterraneo dovevano circumnavigare il continente Africano, il governo aumentò di due lire il prezzo del carburante.

La reazione popolare fu particolarmente violenta, tanto che il Governo fu costretto ad assicurare il ritorno al vecchio prezzo, non appena superato il periodo di crisi che durò circa sei mesi.

In quella occasione il Governo rispettò l’impegno assunto.

Allora per un aumento di L.2 il popolo si ribellò, ma da allora ha seguito solo con un certo malcontento il continuo progressivo aumento del costo dei carburanti.

Oggi una considerazione deve essere fatta: se il prezzo del carburante può determinare nella distribuzione una oscillazione di circa di circa il 30% quale è il margine effettivo del profitto ?

Angiolo Alerci

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