L’HIV CHE NON TI ASPETTI – Di Alice Garofalo

L’HIV CHE NON TI ASPETTI

Nel 1981 negli USA si ha il riconoscimento di una nuova malattia: l’HIV.
Inizialmente si pensava che la malattia affliggesse solamente gli omosessuali perché erano quelli che ne dichiaravano i sintomi.
Adesso sappiamo come si contagia e quali precauzioni da prendere.
Tuttavia, questo ha fatto sì che sull’AIDS e sull’HIV classe un velo di pregiudizio.
Il solo gesto di andare a fare il test o di chiedere di farlo al proprio partner è per molti un taboo, una vergogna, perché associato principalmente a sesso promiscuo e tossicodipendenza.

In realtà questi sono solo alcuni modi in cui l’HIV si può trasmettere.
Infatti, anche se i controlli e le precauzioni sono oramai diventati protocolli in ospedale e altrove, questo non esclude che la negligenza di alcuni impiegati o qualche sfortunato incidente.
Ad esempio, alcuni strumenti dei centri estetici dei barbieri e parrucchierie, se non sterilizzati, possono essere un facile mezzo di trasmissione. Anche semplici incidenti sul lavoro, soprattutto se si ha a che fare con coltelli o oggetti affilati come nei ristoranti, falegnamerie o meccanici, possono favorire il contagio.

Insomma, ciò che è importante capire è che l’HIV si può contagiare nei modi più banali e che proprio negli ultimi anni il numero di contagi è cresciuto notevolmente.

Occorre quindi fare dei controlli e stare molto attenti agli strumenti con cui veniamo a contatto.
Tuttavia, il modo migliore per evitare la diffusione è, innanzitutto, smettere di trattarlo come una malattia che appartiene a persone “giudicabili” esattamente come prima apparteneva solo agli omosessuali.

Il test HIV è reperibile in farmacia ma ciò che è più opportuno è fare delle analisi del sangue in ospedale o nei centri specializzati. Fare un test dell’HIV e fare una qualsiasi altra analisi non ha alcuna differenza, ma solo qualcosa in comune: il volersi prendere cura di sé.

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