L’Ex consigliere provinciale Giuseppe Reglbuto: “Illegittimo il pagamento dell’Imu agricola 2014”

Sentenza shock: illegittimo il pagamento dell’IMU agricola 2014

Il Presidente della Commissione Affari Europei U.R.P.S. Giuseppe Regalbuto esprime soddisfazione per la sentenza della Commissione Tributaria che annulla l’IMU agricola del 2014.

«Con sentenza n. 402 del 7/12/2015, la Commissione Tributaria Provinciale di Grosseto» spiega Regalbuto «ha riconosciuto illegittimo il pagamento dell’IMU agricola per l’anno 2014 ed ha disposto il rimborso dell’importo indebitamente pagato. Pertanto, gli agricoltori e tutti i contribuenti potranno chiederne il rimborso ai Comuni».

I fatti. Il Presidente di Confagricoltura  Vivarelli Colonna ha pagato regolarmente l’IMU per l’anno 2014 e poi ha presentato istanza di rimborso al Comune di Orbetello, il quale ha respinto la richiesta. Pertanto, entro i successivi 60 giorni è stato presentato il ricorso alla Commissione Tributaria. Detta Commissione, con la sentenza suindicata, ha accolto il ricorso di Vivarelli Colonna, confermando che la tassa viola l’art. 3 dello Statuto del contribuente. Ed ecco il contenuto testuale della sentenza. “Con il primo motivo il ricorrente ha eccepito che il decreto legge 24 gennaio 2015, n. 4, viola l’articolo 3 dello statuto del contribuente. Il Collegio ritiene meritevole di accoglimento detta eccezione in quanto concordemente a quanto sostenuto nel ricorso, la previsione di pagamento per l’anno 2014 è illegittima. Infatti secondo l’art. 3 della Legge 27 luglio 2000 n. 212, le disposizioni tributarie non possono avere efficacia retroattiva e, relativamente ai tributi periodici, le modificazioni introdotte devono applicarsi solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono”.

Va sottolineato anche che con ordinanza n. 14156 del 16 dicembre 2015, il  Tar del Lazio,  ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata, in relazione all’art. 23 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 4, convertito in legge 24 marzo 2015, n. 34, nella parte in cui, alle lett. a) e b), prevede l’esenzione dall’IMU agricola per i terreni ubicati nei comuni classificati totalmente montani o parzialmente montani (in tal caso, ove posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali) nell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istat, disponendo, quindi, la sospensione del giudizio e l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

«L’IMU agricola» continua ancora Regalbuto «è un pasticcio unico, proposta da un Governo di incompetenti ed irresponsabili ed approvata dai parlamentari del PD e dai suoi reggicoda del “Nuovo Centro Destra” e di “Scelta Civica” nonché da “Sinistra Ecologia e Libertà” facente funzione di stampella al Governo Renzi».

La battaglia contro l’IMU agricola continua. «Al fine di evitare una valanga di ricorsi» propone il Presidente Regalbuto «l’unica soluzione è quella di abolire l’IMU agricola per gli anni 2014 e 2015 e rimborsare la stessa a tutti i contribuenti. Per il 2016 estendere l’abolizione dell’IMU agricola a tutto il territorio nazionale ed a tutti i contribuenti, perché l’abolizione prevista per i soli coltivatori diretti ed IAP è incostituzionale per evidente violazione del principio di uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione».

Il Presidente Regalbuto contatterà le segreterie politiche nazionali dei partiti di opposizione al fine di sollecitarle a presentare urgentemente apposita proposta di legge in tal senso.

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