L’Eurodeputato Salvatore Cicu su agrumi siciliani

Agricoltura: Eurodeputato Cicu (Ppe), “No a nuovo accordo Ue – Paesi sudafricani su agrumi. Basta con la mannaia su un settore già danneggiato da crisi e da politica comunitaria” 

Strasburgo – “Ancora una volta l’Ue penalizza l’agrumicoltura siciliana. Mi opporrò alla nuova intesa europea che si abbatterà come una mannaia su un settore già pesantemente danneggiato”. Così Salvatore Cicu, eurodeputato siciliano del Ppe anticipa la sua posizione critica sull’intesa fra Unione europea e paesi sudafricani che sarà discussa e votata mercoledì nell’aula di Strasburgo. “Siamo di fronte ad un accordo che penalizza i produttori agrumicoli italiani ed europei – ha commentato Cicu – se ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi è stabilito il libero accesso delle arance sudafricane in tutto il territorio nazionale, dal primo giugno al 15 ottobre, con l’accordo siglato, invece, è prevista un’ulteriore dilazione temporale consentendo l’ingresso a condizioni agevolate fino al 30 novembre. Il tutto, con una riduzione progressiva della tassazione che sarà completamente abolita nel 2025. Gli effetti, come sottolinea il deputato europeo, sono sia di carattere economico, sia di carattere sanitario, con la presenza, nei territori in cui è stato siglato l’accordo, della fitopatia, che in questo modo diventa un serio rischio per l’agrumicoltura europea e nazionale. OggiAggiungi un appuntamento per oggi in Italia c’è una produzione agrumicola di circa 150mila ettari, gestiti da oltre 80mila imprese per circa 3 milioni di tonnellate di prodotto l’anno: questo significa 1,2 miliardi di euro di valore di produzione, pari al 2,4 per cento del valore della produzione agricola nazionale. A livello europeo oltre 500mila ettari e 10 milioni di tonnellate di prodotto. I territori che rischiano maggiormente sono ovviamente la Sicilia, la Sardegna, e con essi l’intero Sud del nostro Paese. Regioni dove è forte una filiera produttiva che valica l’ambito regionale, un condotto dal quale dipendono livelli occupazionali e dinamiche di marketing determinanti per le nostre economie. “L’Europa– ha concluso  Cicu – deve garantire politiche di tutela e di reciprocità incisive, valorizzando le eccellenze locali, ma anche mettendo a confronto gli standard tecnici e le regole di produzione autorizzate nei vari Paesi, spesso squilibrate a danno dei nostri territori. Tutti aspetti che oggiAggiungi un appuntamento per oggi la politica commerciale comunitaria troppo spesso si dimentica”.

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