L’eurodeputato NCD Giovanni La Via su Parigi Cop 21

A Roma il primo convegno interparlamentare fra Parlamento europeo e
Parlamento italiano, in vista della conferenza sul clima di Parigi Cop
21. Il Presidente della Commissione Ambiente dell’Europarlamento
Giovanni La Via, che sarà oltretutto capo delegazione per il  PE, ha
ricordato, che “l’Europa, da Kyoto a Copenhagen, ha sempre ricoperto e
continua a ricoprire un ruolo di leader nel contrasto al cambiamento
climatico. Oggi, alla vigilia della conferenza di Parigi, continuiamo
a individuare obiettivi ambiziosi da perseguire compatti, tutti i
paesi europei insieme”.

L’evento, preceduto dall’Audizione in Senato sul tema dell’economia
circolare, presso la Commissione Ambiente presieduta dal Senatore
Giuseppe Marinello, ha visto anche la partecipazione dell’On.le Gilles
Pargneux (S-D, Francia), relatore per il Parlamento del report che
servirà da mandato in vista della COP 21 di Parigi.

“L’Europa intende riaffermare e anzi aumentare questo sforzo, che in
alcuni casi è andato addirittura a discapito della nostra
competitività e del nostro sistema industriale – ha spiegato La Via –
ma il nostro impegno ha senso solo se lo portiamo avanti insieme a
tutti i grandi attori sulla scena mondiale e ai principali emettitori
di gas serra. Gli Stati Uniti, con la nuova politica ambientale del
presidente Obama, e la Cina, con il suo recente impegno a ridurre le
emissioni di CO2, sono due esempi che vanno nella giusta direzione. ma
su 196 paesi partecipanti alla conferenza di Parigi, per ora solo
sessanta hanno dichiarato i loro obiettivi in materia di lotta al
cambiamento climatico”.

“Se non si fa niente – ha aggiunto La Via – nei prossimi decenni la
temperatura globale aumenterà di cinque o sei gradi e, nonostante le
misure che abbiamo messo in atto fino a ora, l’incremento sarà
comunque di tre o quattro gradi. Già oggi, l’Onu ci dice che i
profughi costretti a fuggire dai propri paesi a causa del cambiamento
climatico sono venticinque milioni in tutto il mondo.  Se non
affrontiamo il problema con un impegno globale, si rischia di
arrivare, nel 2050, a cento milioni e ho paura che questa stima
potrebbe essere addirittura conservativa. E non possiamo dimenticare l’accorato
appello di Papa Francesco a difesa del nostro pianeta, contenuto
nell’enciclica Laudato sì.”

“Dobbiamo mantenere la competitività dei nostri sistemi industriali
pur perseguendo obiettivi ambientali importanti”, ha detto La Via.
“Questa è la vera sfida per il futuro. Dobbiamo puntare di più
sull’economia circolare e sul riutilizzo dei rifiuti come risorse,
perché se li gettiamo semplicemente via è come buttare via dei soldi.
E dobbiamo fare in modo che i crediti di carbonio che si possono
acquistare sul mercato, attraverso lo schema di compravendita delle
emissioni ETS, abbiano un giusto prezzo che serva da deterrente a
inquinare, quindi magari non sette Euro a tonnellata di CO2 com’è ora,
ma qualcosa come venticinque Euro a tonnellata”.

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