L’Eurodeputato Michela Giuffrida sulla Ultra Banda larga

“L’accordo per la realizzazione della banda ultralarga su tutto il territorio nazionale italiano è ormai una realtà. Per la prima volta c’è una efficace strategia nazionale che prevale sulla inutile e obsoleta sommatoria di piani regionali. E oggiAggiungi un appuntamento per oggi la presentiamo a Bruxelles assieme al suo obiettivo: raggiungere al più presto 7.300 Comuni che ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi sono «aree bianche» cioè «a fallimento di mercato» perché poco attrattive per gli operatori privati”.

Michela Giuffrida, eurodeputato del Pd e componente della Commissione Sviluppo regionale del Parlamento europeo, ha ospitato oggiAggiungi un appuntamento per oggi un pranzo-dibattito su questo tema riunendo per la prima volta a Bruxelles gli artefici e i principali interlocutori del piano: Raffaele Tiscar, vice-segretario generale della Presidenza del Consiglio, Salvatore Lombardo, CEO di Infratel, Antonio Preto, Commissario dell’Autorità garante delle Comunicazioni, Sergio Boccadutri, responsabile delle politiche digitali e innovazione del Partito Democratico, Guido Acchioni, DG Connect – Commissione europea e Patrizia Toia, capodelegazione Pd e membro della Commissione per l’Industria del Parlamento europeo.  

“Portare l’accesso internet ad alta velocità a tutti i cittadini e alle imprese italiane, ovunque esse siano, è essenziale ma non basta – ha sottolineato Michela Giuffrida – perché occorre garantire che tutti i cittadini abbiano scelta tra offerte competitive in termini di qualità e prezzo, come già avviene nei grandi centri abitati. Grazie ai fondi messi a disposizione dalla UE e dal Governo italiano, alle comunità territoriali spetta ora un ruolo centrale per la realizzazione di questo obiettivo”.

Degli iniziali 2,2 miliardi sbloccati dal Cipe ad agosto 2015, verranno subito ripartiti 1,6 miliardi, che si aggiungono a 1,2 miliardi di risorse dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e dal Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (Feasr) e a 233 milioni del Piano operativo nazionale (Pon) per imprese e competitività. Un’altra delibera Cipe assegnerà 1,18 miliardi solo alle regioni del Mezzogiorno per finanziare anche altre opere infrastrutturali.

Fra i vari modelli ora possibili emerge quello a intervento diretto promosso da Infratel, società “in-house” del Ministero dello Sviluppo economico con cui la collettività investirà direttamente in un’infrastruttura che rimanga di proprietà,  ma concessa in gestione ad operatori privati, a fronte di un pagamento di un canone proporzionale alle utenze raggiunte. Ciò permetterà di assicurare l’obiettivo di connessione a reti a banda ultra-larga grazie ad un investimento che garantisca il recupero delle somme stanziate nel medio termine.

Il sistema, in fase di sperimentazione in alcune zone d’Italia, potrebbe rivelarsi una risorsa per tutto il territorio nazionale permettendo anche investimenti da parte di operatori alternativi come Fastweb – partner dell’evento di oggiAggiungi un appuntamento per oggi – che stimolano la concorrenza e l’innovazione a favore dei servizi ai consumatori e alle imprese.

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