Leonforte, i coniugi Monsù non vogliono abbandonare la loro casa

Si barricano a casa tra i loro affetti e le loro cose. A Leonforte i coniugi Giuseppe e Katia Monsù sono disperati e non vogliono lasciare, come prevede un’ordinanza, la loro casa. Per la legge sono degli abusivi per loro solo degli italiani che hanno diritto, come tutti gli altri, di avere un tetto sotto il quale vivere, una casa nella quale far tornare i due figlioli.  «Abbiamo due bambini di 14 e 5 anni – dice la signora Katia, con voce tremante – viviamo con i soldi del reddito minimo ma abbiamo sempre pagato l’affitto, perché ci cacciano via, perché non ci vogliono aiutare». Con dignità mista alla rabbia la signora Katia precisa: «un’altra casa proprio non possiamo permettercela». Dopo lo sgombero, eseguito due mesi fa dal Comune di Leonforte, dalla casa popolare dove erano andati a vivere nel 2013, i due in preda allo sconforto hanno buttato giù la porta e hanno occupato la casa, dove i figli entrambi minorenni hanno tuttora la residenza, e non vogliono arrendersi al loro destino piuttosto amaro nonostante la legge gli dia torno. A dare manforte alla famiglia anche l’associazione “Il sole d’Italia”, che ha contattato la redazione del Giornale di Sicilia per raccontare la storia di questa famiglia: «la nostra associazione – dice Antonella Buona, la presidente – si occupa ogni giorno di casi di famiglie disperate come quella di Katia, noi li prendiamo per mano e li aiutiamo nella loro battaglia. È inaccettabile che questa famiglia che ha un contratto con le case popolari venga buttata in mezzo a una strada. Sfrattano delle persone in difficoltà per aiutarne altre altrettanto bisognose, ma che senso ha?». Ha vederla così sembrerebbe una guerra tra poveri. «I signori Monsù – dice il sindaco Francesco Sinatra, raggiunto per telefono – non hanno diritto a rimanere in quell’appartamento perché si trovano 86esimi in graduatoria rispetto agli aventi diritto che sono al 34esimo posto inoltre – precisa il primo cittadino – il provvedimento per lo sgombro coatto è stato ordinato dal Procuratore della Repubblica di Enna». Negli scorsi mesi, mentre i coniugi protestavano, Sinatra aveva offerto loro un contributo straordinario per trovare un’altra abitazione ma la famiglia in quell’occasione rifiutò l’offerta spiegando di voler restare nella loro casa, tra le loro cose.

Fonte, Giornale di Sicilia

Angela Montalto

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