Leonforte, al via la Sagra della Pesca Tardiva nel Sacchetto

della Sagra delle Pesche e dei prodotti tipici
Sabato 1 e domenica 2 ottobre si rinnova l’appuntamento annuale con la Sagra delle Pesche e dei prodotti tipici. Tante le novità previste per la 35° edizione della manifestazione, a cominciare dall’organizzazione che il Comune di Leonforte ha affidato quest’anno a Endì s.r.l.
Con questa edizione la Sagra cresce e si adegua ai tempi. Cresce in quanto si allarga e apre a nuovi espositori. La manifestazione partirà, infatti, dalla Piazza IV Novembre e da lì continuerà per tutto il Corso Umberto. Numerosi e di diversi tipi gli standisti di questa edizione: c’è un’area per i mezzi agricoli e una per il commercio, un’area per l’oggettistica artigianale e una per i produttori agricoli. Il centro della manifestazione sarà come sempre Piazza Margherita dove, insieme all’immancabile esposizione di pesche sarà allestita un’area letteraria all’interno della quale si svolgerà, tra le altre cose un Laboratorio di Micronarrativa dal titolo 140 in Giallo. E si adegua ai tempi aprendosi a internet e al mondo dei social. Oltre al sito internet profondamente rinnovato (www.sagradellepesche.it) e alla già esistente pagina Facebook, sono stati attivati anche dei profili Instagram e Twitter. Tramite i social è possibile rimanere sempre aggiornati sulla Sagra e partecipare a #falloconlapesca, il primo contest fotografico con protagonista la Pesca di Leonforte.
Altra importante novità sarà l’Area ristoro gestita da GustoSì. All’interno della Galleria Enzo Barbera (la vecchia pescheria), infatti, sarà possibile acquistare un ticket e consumare un pasto completo che comprende un primo, un secondo e ovviamente la Settembrina.
Per quel che riguarda gli spettacoli, il fiore all’occhiello di questa edizione saranno gli artisti di strada dell’Associazione Culturale Gammazita, nota per aver recentemente organizzato il Festival Internazionale di Arti di Strada Ursino Buskers, che tra sabato pomeriggio e domenica invaderanno i luoghi della Sagra con giocolieri, equilibristi, danzatori e musicisti. Da sottolineare la presenza dell’artista statunitense Mike Rollins che nel suo spettacolo Non è colpa mia combina battute a raffica e commedia fisica, giocoleria non convenzionale e manipolazione creativa di due tubi da galleggiamento. Non mancheranno, poi, i protagonisti locali: si esibirà, tra gli altri, anche il giovane rapper leonfortese Dario Rivo, in arte Will Done, autore del tormentone Leonforte Mania. Verrà confermata, inoltre, la Notte Gialla, ormai da qualche anno un appuntamento fisso della Sagra: come sempre sarà a cura dei commercianti locali che sabato notte animeranno la movida leonfortese.
Infine, tante le iniziative che faranno da contorno a questa 35° edizione della Sagra delle Pesche: dal Concorso di Pittura Estemporanea organizzato dalla F.I.D.A.P.A., al Peach Volley, il quadrangolare di pallavolo dedicato alla pesca; dall’esibizione del Gruppo Folk Granfonte alle dimostrazioni di Taekwondo e Kickboxing.
Area letteraria, contest fotografico, artisti di strada, Notte Gialla. Tanti gli appuntamenti per questa 35° edizione della Sagra delle Pesche e dei prodotti tipici che insieme hanno un unico obbiettivo: rendere omaggio alla Pesca di Leonforte, vera e unica protagonista dei due giorni di festa.
Un contest fotografico sui social, un’area letteraria, l’area ristoro, gli artisti di strada di Gammazita e la Notte Gialla. Questo e tanto altro ancora sabato 1 e domenica 2 ottobre per rendere omaggio alla Pesca di Leonforte.
Sagra delle Pesche
Comune di Leonforte

La Pesca La chiamano la Settembrina per il periodo in cui matura, o la Pesca nel sacchetto per la particolare tecnica di coltivazione. E sono proprio questi due elementi a rendere unica la Pesca di Leonforte, da anni ormai simbolo della città e orgoglio dei leonfortesi nel mondo.
Su come abbia avuto inizio la coltivazione delle pesche a Leonforte non si hanno notizie certe. Certo è, invece, che le condizioni ambientali e climatiche del territorio hanno favorito la nascita e lo sviluppo di pesche uniche nel loro genere. Non si tratta, infatti, di un’unica varietà ma di più varietà che hanno in comune la tardiva maturazione, che avviene tra la fine di settembre e l’inizio di novembre: in qualsiasi altro posto, invece, le pesche maturano durante il periodo estivo.
L’utilizzo del sacchetto, u cuppu, è invece una pratica che è stata introdotta dopo che negli anni ’50 era stata interrotta la produzione di pesche a causa della mosca mediterranea, anche detta mosca della frutta. Da allora, ogni anno a partire dal mese di giugno gli agricoltori passano a rassegna, una per una, tutte le pesche (in quel periodo delle dimensioni di una noce) avvolgendole in un sacchetto di carta pergamenata e chiudendo il tutto con un pezzo di fil di ferro. Il tanto semplice quanto geniale marchingegno ha permesso, quindi, di riprendere la coltivazione e di proteggere il frutto, oltre, che dagli insetti, anche dagli agenti atmosferici, evitando l’utilizzo di prodotti chimici. Grazie all’utilizzo del sacchetto, inoltre, la pesca non viene esposta direttamente ai raggi solari e mantiene una colorazione chiara con leggere striature rosse non sempre evidenti. Una volta aperto il sacchetto, infine, il frutto rilascia un inebriante odore che ne anticipa il delizioso sapore.
…e i prodotti tipici Da anni ormai la Sagra della Pesca non è più solo della pesca ma anche di “altri prodotti tipici”. La Settembrina, infatti, si è fatta portabandiera di altri prodotti locali che meritano attenzione. In particolare, sono prodotti tipici di Leonforte la Fava Larga e la Lenticchia Nera. Si tratta di due produzioni che hanno attraversato una profonda crisi a causa della meccanizzazione dell’agricoltura e che sono resistite solo grazie alla caparbietà di alcuni produttori locali.
La Fava Larga È la fava più grande d’Italia. Ed è ricca di proteine vitamine e sali minerali. Proprio per queste sue caratteristiche in passato era considerata la “carne di poveri”: era, infatti, alla base dell’alimentazione delle classi meno facoltose.
Il prodotto è stato inserito dal Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali, ed è annoverato tra i presidi Slow Food.
Oltre che per le sue qualità nutrienti, la Fava Larga di Leonforte era un tempo molto diffusa nel territorio in quanto è una pianta “miglioratrice”: la coltivazione della fava, infatti, arricchisce il terreno di azoto. È facile intuire come, in un periodo dove i fertilizzanti industriali non erano diffusi come oggi, la pianta rappresentasse una risorsa preziosa e, in particolare, veniva coltivata in rotazione con il frumento proprio per “migliorare” il terreno.
La produzione della Fava Larga è drasticamente diminuita negli anni a causa delle complesse pratiche di coltivazione che non prevedono l’utilizzo di mezzi agricoli (o lo prevedono solo in parte). Tutto inizia, infatti, nei mesi di novembre e dicembre quando dopo aver preparato il terreno vengono deposti i semi.
Successivamente la pianta ha bisogno di numerosi interventi per evitare lo sviluppo di erbacce. Da fine marzo, poi, si raccolgono le fave da mangiare subito: a Leonforte si consumano accompagnate da cipollette e pecorino, oppure preparando delle squisite frittate. Dalla seconda metà di maggio inizia la procedura per arrivare alla fava essiccata, e si tratta di una procedura che non può in nessun modo essere meccanizzata. Le piante prima vengono falciate, poi si fanno essiccare e si battono all’aia. Infine, aspettando i giorni di brezza estiva, si separa il seme dalle foglie e dai fusti. Con l’aiuto di un tridente le piante, ammucchiate in aperta campagna,  vengono “lanciate” in aria, il resto lo fa il vento che, sfruttando la differenza di peso, separa il seme della fava dal resto. .
La Lenticchia Nera È stata denominata “oro nero” e tanto basterebbe per capire la rarità e le qualità della Lenticchia Nera di Leonforte. Si tratta di una varietà di lenticchia che, oltre alla particolare colorazione, presenta una maggiore quantità di proteine e una minore quantità di grassi rispetto alle normali lenticchie.
La Lenticchia Nera, abbastanza diffusa fino agli anni ’50, stava quasi scomparendo a causa dell’impossibilità di meccanizzarne la coltivazione. Solo nell’ultimo decennio alcuni produttori locali hanno cercato di promuovere un prodotto che risulta unico nel suo genere.
I metodi di coltivazione sono simili a quelli già descritti per la Fava Larga: semina, mietitura, essiccazione e separazione con l’aiuto del vento. La Lenticchia Nera richiede, però, un’ulteriore fase di lavorazione. Una volta ottenute, infatti, le lenticchie vengono selezionate manualmente (questa era una pratica in passato affidata alle donne) per togliere eventuali semi difettosi o residui di terra. In questa fase, inoltre, vengono separati i semi da destinare al consumo e quelli destinati alla riproduzione.
Sul mercato esistono altre tipologie di lenticchie nere, di qualità inferiore, spesso spacciate per quelle di Leonforte. Queste ultime, però, possono essere riconosciute facilmente a causa della presenza sporadica di alcune lenticchie chiare con puntini neri.

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