Legambiente Sicilia: “senza nessuna governance la gestione della Riserva Naturale Speciale di Pergusa”

Lavori eseguiti con la mancanza di importante documento come quello della Valutazione di incidenza ambientale. Lo afferma Legambiente Sicilia riguardo ai lavori eseguiti e completati sull’autodromo di Pergusa dove grazie ad un finanziamento da parte di una importante multinazionale del settore dei pneumatici è stato totalmente rifatto l’asfalto di tutto l’anello stradale. Ma per l’associazione ambientalista questi interventi non sono stati eseguiti a norma poiché è venuta a mancare una autorizzazione determinante come appunto la Vinca (Valutazione di incidenza ambientale). Per affermare questo, ma soprattutto per denunciare una assoluta mancanza di governance nella gestione della riserva e per l’avvio di un discorso che porti a delle proposte sulla dismissione dell’autodromo è stata indetta stamattina 30 giugno in un noto locale di Pergusa una conferenza stampa con la presenza del presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna, del responsabile regionale Parchi e Riserve Giuseppe Amato e del presidente del Circolo degli Erei di Enna Legambiente Franz Scavuzzo. “Tra i documenti presentati per l’esecuzione dei lavori abbiamo riscontrato che manca la Valutazione di Incidenza Ambientale – ha affermato Amato – che pregiudica il valore di tutte le altre autorizzazioni”. Secondo Amato senza la Vinca è come se i lavori fossero stati eseguiti senza nessuna autorizzazione. Ma secondo Legambiente il vero nodo è la cattiva se non meglio dire la totale assenza di “governante” nella gestione della Riserva Naturale Speciale di Pergusa da parte dell’ente Gestore ovvero la Provincia quando esisteva questo ente oggi Libero Consorzio dei Comuni. Secondo Zanna è un dato di fatto che tutte le riserve in Sicilia gestite da enti pubblici come le Province o Comuni vivono uno stato estrema precarietà. Tra queste anche la Riserva Naturale Speciale di Pergusa che da 22 anni ovvero da quando è stata istituita non ha un direttore ed importanti siti che ne fanno parte come Villa Zagaria, il Visitor Center ed altro ancora si trovano off limits per i cittadini ed in totale abbandono. Quindi è necessario rivedere una politica di gestione di queste aree con una gestione che passi direttamente a chi ne ha le competenze. Ma Legambiente però vuole portare avanti un discorso che porti alla dismissione del circuito. Secondo Amato anche il Presidente dell’Ente Autodromo Mario Sgro si è detto possibilista ad avviare un percorso che vada in questa direzione. Per l’eventuale ricerca di un sito alternativo dove realizzare un nuovo circuito Amato ha indicato sui terreni dell’area industriale di Dittaino “ha tutte le condizioni per poter ospitare un circuito” – ha detto. Riguardo alle risorse per la dismissione sempre secondo Amato possono arrivare dalla Comunità Europea. Per l’asfalto della pista oggi si potrebbe pensare anche ad attività di riciclo mentre per le altre infrastrutture presenti come Box, Paddok, tribune e quant’altro si potrebbero riconvertire. Quindi per Amato ci sono tutte le condizioni per poter attivare un tavolo permanente che avvii un percorso che vada verso la dismissione del circuito. Legambiente rafforza questa motivazione anche dal fatto che nelle scorse settimane si sarebbe costituito un comitato di cittadini a favore della dismissione dell’autodromo e che avrebbe già raccolto migliaia di firme. Ma di questo comitato però non si sa nulla, non c’è un nome o una associazione che lo identifica e delle firme raccolte non si è vista neanche l’ombra. Ma sentito il Presidente dell’Ente Autodromo di Pergusa Mario Sgro questi ha dichiarato: “Non è assolutamente vero che manchi la Valutazione di incidenza ambientale – commenta – è stata regolarmente trasmessa all’Ufficio riserva del Libero Consorzio in data 2 maggio (mentre i lavori sono iniziati l’11 maggio). Inoltre non ho mai detto che sono a favore della dismissione dell’autodromo. Il tutto si può riscontrare dalle dichiarazioni messe a verbale durante la riunione del tavolo tecnico tenutasi nelle scorse settimane al Comune”.

Lago di Pergusa. Lavori sulla pista motoristica senza Valutazione di Incidenza Ambientale, Riserva inefficiente, Regione inesistente. Le proposte di Legambiente Sicilia per aprire, finalmente, il capitolo della rinaturalizzazione del più prezioso lago del Mediterraneo.
A Pergusa continuano i lavori sulla pista motoristica, gestita dal Consorzio Ente Autodromo, nonostante manchi la Valutazione di Incidenza Ambientale che pregiudica il valore di tutte le altre autorizzazioni, come ampiamente ribadito al tavolo tecnico indetto dal Sindaco di Enna su proposta della Legambiente. Il fatto mette in evidenza l’inefficienza della gestione della Riserva. La Provincia Regionale, infatti, oggi non è un grado di assicurare il controllo necessario affinché il lago venga salvaguardato. La Riserva è ancora, dopo ventidue anni, senza Direttore, senza operatori, senza alcun controllo quotidiano sul territorio. Le grandi conquiste fatte negli anni passati, come Villa Zagaria, il Visitor Center o il lungo sentiero circumlacuale, sono oggi precluse al pubblico. Nessuno può avvicinarsi alle acque, e il lago, soprattutto con le ripetute manifestazioni temporalesche di questo mese, continua a ricevere parte delle acque fognanti che un pessimo sistema di gestione delle acque reflue porta indistintamente insieme alle piovane verso le lacustri.
Occorre, quindi, che da un lato il Comune di Enna risolva la questione del sistema fognante e riprenda le aree di sua competenza in zona B, dall’altro che la Regione Siciliana decida se continuare ad ignorare l’esistenza di questa riserva letteralmente lasciata in eredità alla provincia o finalmente adeguarsi alle necessarie attività.
In favore del lago si è costituito un Comitato cittadino con migliaia di adesioni. Ma le attenzioni delle associazioni e del Comitato alla irregolarità delle procedure messe in atto hanno sollevato molte polemiche. Si è però aperta una nuova pagina, il presidente del Consorzio ha dichiarato al tavolo tecnico che anche lui è per la dismissione. Legambiente lo vuole accompagnare in questo cammino, ed invita tutti gli enti preposti a creare un tavolo permanente che analizzi ogni possibile strada per la dismissione della pista, per una sua eventuale delocalizzazione e per aprire, finalmente, il capitolo della rinaturalizzazione del più prezioso lago del Mediterraneo.

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