Legambiente Sicilia “A Montescalpello l’emegenza ambientale rimane tutta”

La vicenda della Cava di Montescalpello tra Agira e Catenanuova ad oggi si è risolta senza una soluzione rimanendo sempre una emergenza ambientale. Questo in sintesi il giudizio espresso da Legambiente Sicilia che stamattina 19 gennaio in occasione della propria assemblea regionale a Pergusa ha indetto una conferenza stampa sulla vicenda alla presenza del Presidente regionale dell’associazione Ambientalista Gianfranco Zanna e dell’ennee Giuseppe Amato. Infatti società Fassa Bortolo che si era impegnata ad intervenire una vasta area che necessita di interventi di bonifica per sfruttamenti nel passato, non lo potrà fare poiché ad oggi gli è stata negato di poter avviare la sua attività con la revoca delle autorizzazioni da parte del Distretto Minerario di Caltanissetta, che era appunto quella dello sfruttamento di cava di calcare ma con contestuale bonifica e ripristino delle zone sfruttate per l’estrazione del materiale ed addirittura recupero di eventuale ritrovamento di reperti archeologici. Il motivo pare sia dovuto al fatto che chi avrebbe dovuto vendere i terreni interessati non era nelle condizioni per poterlo fare con il non rispetto del protocollo di legalità. Così oltre al danno di natura economica ed occupazionale (si parlava di un investimento di circa 25 milioni di euro e un centinaio di occupati tra diretti ed indotto) rimane sul tavolo una emergenza di carattere ambientale per la presenza di infrastrutture di cave precedenti dove si riscontra la presenza di amianto che non è stato rimosso.

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