LE SETTE VITE DELL’IMU SUI TERENI AGRICOLI: IL PRESIDENTE DELLA CONFAGRICOLTURA SICILIANA SCRIVE AL PRESIDENTE DEI COMUNI SICILIANI LEOLUCA ORLANDO.

LE SETTE VITE DELL’IMU SUI TERENI AGRICOLI: IL PRESIDENTE DELLA CONFAGRICOLTURA SICILIANA SCRIVE AL PRESIDENTE DEI COMUNI SICILIANI LEOLUCA ORLANDO.
“A nome di diverse migliaia di aziende agricole siciliane che non riescono a liberarsi dei gravi problemi finanziari provocati da crisi commerciali, lungaggini burocratiche ed avversità atmosferiche rivolgo un accorato appello affinchè venga individuata una soluzione, non traumatica, per la vicenda relativa all’IMU sui terreni agricoli per le annualità 2014 e 2015”.
E’ questo l’inizio della lettera che il Presidente della Confagricoltura regionale, Ettore Pottino ha inviato al Presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni) Sicilia, Leoluca Orlando.
La problematica a cui fa riferimento il presidente dell’organizzazione agricola trae origine dal ricorso, inizialmente accolto dal TAR del Lazio, inerente il pagamento dell’IMU e che ha indotto gli agricoltori interessati al pagamento del tributo a sospendere in via cautelativa il versamento. A febbraio di quest’anno la Corte Costituzionale ha invece rigettato le questioni di legittimità costituzionale avanzate dal Tribunale Amministrativo del Lazio e riguardante l’esenzione dall’IMU per i terreni ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani, secondo l’elenco predisposto dall’ISTAT. L’Alta Corte ha ritenuto errato il presupposto interpretativo del TAR dato che il legislatore non avrebbe attribuito all’ISTAT alcun potere discrezionale, limitandosi a recepire l’elencazione quale presupposto per l’esenzione dell’IMU.
“Al di là delle questioni giuridiche – scrive il presidente Pottino – riteniamo che un atto di buon senso da parte delle amministrazioni comunali, di quelle che si stanno attivando per la riscossione del tributo ritenuto dalla nostra organizzazione iniquo per tutta una serie di motivazioni e che il governo nazionale ha definitivamente abolito a partire dal 2016, sia quello di non applicare le sanzioni e le morosità per ritardato o omesso versamento (in presenza di una sentenza del TAR) che farebbero aumentare, di circa il 40%, l’importo delle somme da mettere in riscossione”.
A margine di questa ingarbugliata vicenda la Confagricoltura siciliana ha posto l’accento sull’attuale contesto in cui operano le aziende agricole siciliane alle prese con notevoli ritardi nelle erogazioni delle rimesse comunitarie (biologico ed indennità compensativa), mancanza di risorse irrigue ed inasprimento dei costi della bonifica ed eventi atmosferici che stanno mettendo in ginocchio le produzioni cerealicole e frutticole.

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