LE SCENEGGIATE CONTINUANO – l’opinione di Angiolo Alerci

LE SCENEGGIATE CONTINUANO

Dopo avere visto quello che è successo nel nostro Parlamento per approvare la legge di bilancio, oggi assistiamo a nuove sceneggiate per quanto riguarda l’approvazione di una parte della cosiddetta legge sulla sicurezza.
Si tratta della parte che riguarda gli immigrati presenti nel nostro paese per motivi umanitari.
Il provvedimento, che prevede l’immediato annullamento di questo “status”, sta comportando grossi problemi a tutti i comuni che non possono più gestire e tenere sotto controllo gli immigrati.
La reazione di numerosi Sindaci, tra questi alcuni delle maggiori città italiane, hanno portato gli stessi ad assumerne atteggiamenti molto polemici nei confronti della legge approvata, creando le condizioni per la reazione violenta del Ministro degli Interni Salvini , che queste occasioni le va cercando.
Da una parte sarebbe stato opportuno che la nuova legge avesse previsto delle norme transitorie per gli immigrati che da anni, molti di loro integrarti, si trovavano nel nostro Paese ed applicare la norma per gli eventuali nuovi ingressi.
Dall’altra la reazione dei Sindaci che, pur sapendo che le leggi approvate vanno applicate, continuano ad affermare che da parte loro questa parte della legge non sarà applicata.
Siamo ormai alla vigilia delle elezioni europee e tutti pensano che questi comportamenti possono essere utili per una migliore considerazione da parte degli elettori.
La strada seria, per una utile soluzione del problema, secondo me sarebbe questa: Una delle tante organizzazioni di assistenza esistenti, nell’interesse anche di un solo emigrato da loro assistito, ricorra contro il provvedimento adottato in virtù delle legge approvata, legge che presenta seri e gravi vizi di incostituzionalità.
Il Giudice, se intravede che il provvedimento presenta dubbi di incostituzionalità, sospende l’efficacia della norma in attesa delle pronuncia della Corte Costituzionale.
Il tempo necessario per ottenere il definitivo responso potrebbe essere utilizzato per gestire meglio l’applicazione della legge, nel caso di una valutazione negativa del ricorso da parte della Corte Costituzionale

angiolo alerci

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