Le razze esistono La costituzione parla di razza quindi è razzista Lo affermano gli antropologi

Le razze esistono
La costituzione parla di razza quindi è razzista
Lo affermano gli antropologi
Di Valentina Rizzo

Ieri sera a Di Martedì di La 7, Alessandro Sallusti responsabile de Il Giornale, è riuscito a fornire a migliaia di spettatori 3 elementi falsi, che sosterrebbero per altro la giustezza se non l’oggettività dell’affermazione del Deputato Fontana, circa il rischio che la “razza bianca” si stia estinguendo.

Andiamo per ordine poiché è evidente che al di là dell’imponente stupidità, primo focolaio delle più barbare intenzioni nazi-fasciste, quanto è accaduto negli anni del Ventennio in Italia (le leggi razziali e il colonialismo italiano in Africa) abbia gettato solide basi nel pensiero comune.

Sono razzista? Chi si definisce come “non-razzista”, spesso non odia coloro che hanno la pelle di colore diverso o che praticano un’altra religione, è convinto che la “nostra” e la “loro” possano incontrarsi ma che esistano, di fatto, “razze diverse”. Quindi nel migliore dei casi non sostiene il razzismo (fenomeno discriminatorio) ma sostiene l’esistenza della razza (categoria).

Razza o razzismo? L’ipotesi della razza ha una radice scientifica e culturale. Si fondava intorno al principio che le differenze di colore, tratti somatici e così via avessero radice genetica, come accade per gli animali domestici per esempio, e non ecologica come sostenuto poi.
Nel 1938 il Manifesto della Razza, firmato da tanti scienziati e uomini di cultura del tempo imponeva il riconoscimento di razze, come “concetto puramente biologico”.

Razza assume anche valore culturale in quanto pretesto per colonizzare e differenziarsi dagli Altri, oltre che per una rapida comprensione dell’altro da sé, che si presentava così opposto all’esploratore in calzoncini bianchi e visiera con retina. Va posta inoltre una riflessione critica sul fatto che le ricerche avevano committenza governativa. Non sarebbe corretto valutare una ricerca antropologica senza conoscere chi la finanziava e contestualizzare in maniera più esatta possibile il modus operandi degli esperimenti e delle ricerche condotti in nome della razza.

Non ci pensiamo quanto sarebbe dovuto durante le commemorazioni e le giornate della memoria al Colonialismo Italiano in Africa Orientale, alle violenze commesse in nome della razza. Nelle colonie italiane in Africa inizialmente vigeva la legge sul Madamato, ai soldati italiani era concesso giacere con le donne locali, poi il vizio cominciava a essere costoso per la Nazione e non in linea con la necessità di non mischiare le cosiddette razze e di non dare seguito all’abominio del meticciato. Così fu abolito. Tutte le applicazioni del concetto di razza si adattavano a contesti culturali determinati da un forte squilibrio di potere. Siamo quindi anche al di là del fatto che “razza” possa essere un concetto solo scientifico.

Ma la razza esiste? È necessario nell’inquadramento dei concetti scientifici avere sempre presente una storia della scienza, il Ventennio si era concluso, la libertà scientifica si era riorganizzata e dagli anni ’60 il concetto di razza viene progressivamente e definitivamente smontato dagli antropologi che si occupano di biologia e evoluzionismo. Nuovi studi dimostrano che: quel che non abbiamo in comune da Nord a Sud e da Est a Ovest dipende dal rapporto che abbiamo con l’ambiente, (non è genetico ma è ecologico)e influenza il modo in cui ci adattiamo al caldo africano, al vento siberiano e così via.

Perché la costituzione parla di razza? Probabilmente quel che manca è una propaganda dell’anti-razza che sia per imponenza e diffusione forte quanto il suo opposto decenni prima. Attualmente il concetto di razza rimane rigido nella mentalità comune. Nel 2014 Olga Rickards e Gianfranco Biondi richiedono la cancellazione della parola razza dalla costituzione per inappropriatezza.

La costituzione si sbaglia? La costituzione evoca il principio di non discriminazione e utilizzava un termine del tempo per essere chiaro a tutti. Sicuramente eliminando la parola razza non si eliminerebbe il razzismo ma si taglierebbe ogni dubbio sulla sua validità scientifica.

E allora non possiamo parlare di niente? Possiamo parlare di cultura, possiamo parlare di incontro, di dialogo. Nel corso di questi ultimi decenni negli ambienti scientifici e museali si impone a differenza della parola “razza” quello di “etnico”, altrettanto errato. Sebbene non passi per la “naturalità” delle differenze impone un problema complesso che comporta alla definizione di un gruppo che in molti casi non è un auto-definizione e in quanto imposto da fuori spesso, acuisce tensioni culturali, economiche e religiose.
La colpa è di noi antropologi, non possiamo stare accanto ogni guida che diffonde in modo errato concetti perpetrando una cultura della differenza.

Se vogliamo parlare di razza, etnia e di nuovi primitivi? Ricordiamoci che il silenzio è d’oro.

Visite: 756

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI