LE FATICHE DI UN EVANGELIZZATORE ENNESE – di Francesco Gatto

LE FATICHE DI UN
EVANGELIZZATORE ENNESE

Dal rapporto annuale del 1619
del Beato Girolamo al Superiore
della Compagnia di Gesù.

“Dovetti attraversare
due montagne ripide dove i sentieri erano così scivolosi e i dirupi così scoscesi
che era quasi spaventoso solo guardarli.
Era così brutto che l’intero Giappone non ha niente da paragonarsi con questo.
C’erano aspre foreste da attraversare e creste, coperte di neve, che dovevano essere attraversate a dorso di cavallo.
A volte sembrava impossibile trovare un appoggio per il piede ed avevo visioni di me che rotolavo giù nell’abisso, per venir sepolto nel fondo delle valli.
Talvolta sembrava impossibile andare avanti,
dato che la neve era così alta che quasi formava una barriera impenetrabile.
Là camminai senza cibo e senza alcun tipo di riparo,
dato che le cime di queste montagne sono completamente disabitate.”

(P. Girolamo De Angelis)

“Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero
di lieti annunzi
che annunzia la pace
messaggero di bene
che annunzia la salvezza
che dice a Sion : regna il tuo Dio”.
(Isaia 52,7)

Cartina di Lillo Zarba, raffigurante il Giappone, in verde sono indicate le regioni evangelizzate dal Beato.

4/12/2019 Francesco Gatto

IL BEATO GIROLAMO DE ANGELIS
PIONIERE DELL’ISOLA DI YEZO

Il Beato Girolamo De Angelis, oltre allo straordinario zelo apostolico, si distinse per l’intuizione del geografo e la precisione dell’etnologo, come ci mostrano le relazioni e la mappa dell’isola di Yezo, realizzate nei viaggi del 1618 e del 1621, in condizioni del tutto straordinarie, mentre perseguitato svolgeva la missione, confortando i cristiani rifugiati nell’isola ed avviando l’evangelizzazione degli Ainù.
Fu nel corso di uno dei suoi numerosi viaggi per visitare le comunità cristiane nel nord del Giappone che, il B. Girolamo si spinse fino all’isola di Yezo (oggi Hokkaido), visitando primo fra gli europei una terra rimasta sconosciuta agli occidentali e, sulla quale delineò una carta geografica e redisse delle relazioni dettagliate sulla lingua, gli usi e costumi dei suoi abitanti.
Queste costituiscono un’opera scientifica di grande valore poiché grazie ad esse gli europei appresero che Hokkaido è un isola e non una penisola del continente asiatico, come allora si riteneva e, vennero a conoscenza degli usi degli Ainù, un popolo con una sua propria civiltà e primordiale cultura, oggi modesta minoranza integrata tra i giapponesi.
La mappa e le relazioni del Beato Girolamo De Angelis furono oggetto di studi in un simposio mondiale di geografi ed etnologi celebrato a Firenze nel 1985.

5/12/2019 Francesco Gatto

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