Lavoro: Pagliaro (Cgil), in Sicilia non c’è ripresa.

Lavoro: Pagliaro (Cgil), in Sicilia non c’è ripresa. La politica riparta
da questo dato e apra su di questo il dibattito in questa fase
preelettorale

Palermo, 13 set- “Gli ultimi dati Istat confermano che la Sicilia
arranca ancora, con 7 mila occupati in meno rispetto all’anno scorso.
Per il Sud insomma non ci sono segnali di ripresa. La politica guardi
questa realtà e la smetta di arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di
narrare qualcosa di diverso”: lo ha detto il segretario generale della
Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, aprendo il direttivo regionale del
sindacato. Di fronte a un autunno di campagna elettorale, il monito
della Cgil ai partiti politici è quello di “mettere al centro del
dibattito i problemi della Sicilia. Con Cisl e Uil- ha detto Pagliaro-
proporremo quelli che consideriamo le priorità affinchè chi si candida a
governare l’Isola indichi le proprie soluzione e assuma i propri
impegni”. Pagliaro ha rilevato che “dopo gli esiti deludenti della
legislatura che va a chiudersi occorre ripartire dalla necessità di
rilanciare un apparato produttivo caduto in questi anni in pezzi,
dall’agricoltura, dal turismo, dalle bonifiche, da politiche sociali
adeguate soprattutto per i soggetti più deboli, dai beni comuni e dai
servizi alla persona. Voglio ricordare- ha rilevato Pagliaro- che oggi i
cittadini siciliani pagano l’addizionale Irpef più alta d’Italia quale
contributo al risanamento dei conti della sanità, ma a loro il diritto
alla salute non è garantito, con servizi sanitari insufficienti, liste
d’attesa interminabili, una medicina del territorio praticamente
inesistente”. Pagliaro ha auspicato che “ questi temi trovino spazio in
questa fase preelettorale e che ci sia una presa di coscienza reale da
parte della politica”. Per quanto riguarda gli interventi nazionali per
il Mezzogiorno, il segretario della Cgil Sicilia ha rilevato “gli enormi
ritardi che riguardano l’attuazione del Patto della Sicilia, con soli 59
milioni di euro impegnati , il 2,54% dei 2 miliardi e 320 milioni da
spendere, e 24 milioni pagati. “Occorre individuare le anomalie che
bloccano i Patti- ha detto Pagliaro- capendo se è un problema di risorse
o se mancano i progetti esecutivi. In ogni caso vanno individuate le
responsabilità- ha sottolineato- per evitare che i Patti diventino il
solito elenco delle buone intenzioni con risorse che puntualmente non
saranno spese per tempo o che addirittura andranno perdute e che
importanti opere infrastrutturali non vengano realizzate”.

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