Lavoratori Precari Enti locali: domani Sit In davanti la Prefettura

Con le attuali norme legislative si corre il rischio che buona parte del personale interessato dal prossimo 1 gennaio possa rimanere a casa e Cgil, Cisl e Uil chiamano a raccolta i lavoratori a manifestare. Infatti per domani mattina Cgil, Cisl e Uil hanno indetto dalle 9,30 un sit in davanti la prefettura di tutti i lavoratori precari storici ex articolisti negli enti locali che in provincia di Enna sono circa 1500. Analoghe manifestazioni si terranno in contemporanea davanti tutte le prefetture siciliane. I segretari provinciali del settore di Cgil e Uil Giovanni La Valle e Giuseppe Adamo ed il responsabile territoriale Enti Locali Cisl Antonino D’Alia esortano tutti gli interessati ad essere presenti poiché il futuro lavorativo per questi precari storici è divenuto molto incerto. Ormai la Regione ha deciso di scaricare il problema dei precari tutto sulle spalle degli enti locali che però non hanno ne le condizioni normative ma sopratutto finanziarie per risolvere in toto la problematica. Infatti sono un numero sparuto i Comuni in Sicilia che stanno avviando le procedure di stabilizzazione . Tra questi anche quello di Enna che entro il 2015 dovrebbe provvedere alla stabilizzazione di una ventina dei 56 in organico di precari anche se però con contratti part time a 18 ore. Per la maggior parte invece regna l’assoluta incertezza. Ed anzi paradossalmente l’unico dato certo è invece che il prossimo 31 dicembre per tanti scadrà la proroga voluta dalla Regione e ad oggi non c’è nessuna certezza per il futuro su quanto meno la continuità lavorativa da precari. “Se la politica regionale non ritornerà a sedersi ad un tavolo di concertazione con il sindacato entro il prossimo dicembre, la situazione potrebbe diventare molto più difficile di come è attualmente” – commenta Adamo. Ma il futuro incerto dei precari interessa anche il personale Asu in carico sempre agli enti locali. Solo al Comune di Enna ce ne sono circa 150 che sono ormai di fatto diventati indispensabili per la stessa vita dell’ente. Questi, se quanto meno gli ex articolisti hanno da anni uno stato giuridico lavorativo anche da un punto di vista previdenziale, gli Asu invece non hanno nessun riconoscimento dello status di lavoratore. E per loro il futuro è ancora più incerto con proroghe che si trascinano stancamente ormai di anno in anno.

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