Lavoratori Forestali Stagionali, il comparto nuovamente in emergenza

Non è ancora possibile sbloccare i fondi Cipe provenienti da Roma e il comparto forestale entra nuovamente in stato di agitazione. Infatti è terminata la settimana di lavoro assicurata con i fondi recuperati la scorsa settimana dal governo regionale. Domani sarà infatti l’ultima giornata di lavoro. E per la continuazione delle giornate però non è ancora possibile utilizzare i fondi Cipe. Di conseguenza il comparto dei lavoratori stagionali circa 2 mila lavoratori in provincia di Enna, si ferma nuovamente con il reale rischio che in particolare per i circa 700 lavoratori settantottisti e circa 150 antincendio centunisti di non riuscire a completare le giornate previste per legge entro il 31 dicembre. Ad oggi infatti questi lavoratori si trovano già a dover recuperare da 3 a 5 giornate lavorative per riuscire a completare le 78 o 101 giornate previste per legge entro la fine dell’anno. E pare che il neo assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici abbia dichiarato che se non arriverà l’ufficialità della spendibilità dei fondi Cipe non autorizzerà nessuna proroga dell’attività lavorativa. E già si prevede un inizio di settimana molto “caldo”. Se entro domani non ci saranno particolari novità già per martedì è prevista una iniziativa di protesta regionale a Palermo e contestualmente anche sui territori. Molto probabile un presidio di lavoratori davanti gli uffici dell’Azienda delle forereste. I segretari provinciali del settore di Cgil, Cisl e Uil Nunzio Scornavacche, Massimo Bubbo e Enzo Savarino. hanno già informato il Prefetto e le istituzioni interessate all’ordine pubblico della eventualità che potrebbero esserci delle iniziative pubbliche di rivendicazioni da parte dei lavoratori. Ma è chiaro che un quadro più chiaro di tutto quello potrebbe accadere lo si potrà capire meglio da domani. “Siamo molto contrariati per quello che anche questo governo Crocetta Quater sta perpetrando nei confronti dei lavoratori forestali – commentano Scornavacche, Bubbo e Savarino – ma la categoria è pronta a scendere nuovamente in piazza a reclamare i propri diritti”.

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