L’associazione Governo del Popolo su quanto accaduto al Tribunale di Salerno

In merito ad una delle tante vicende esposte al Convegno e presentazione del libro “’Ndrangheta
Addosso” del Tenente dell’Arma dei Carabinieri, Cosimo Sframeli, organizzati da Paola Vegliantei, tenutosi il
10/06/2019 presso l’aula Protomoteca in Campidoglio a Roma, l’Associazione Governo del Popolo APS
rappresenta cosa è accaduto recentemente presso il Tribunale di Salerno con un GUP che ha cercato in tutti
i modi di rinviare a giudizio per CALUNNIA un soggetto scomodo denunciante, che da 5 anni combatte
contro il Sistema di influenze Illecite tra magistrati, giudici, servizi sociali etc…, che protegge un criminale
che vanta amicizie con i figli dell’ex Procuratore Capo di Salerno e personaggi legati al PD, ivi compreso
l’avvocato del criminale che – guarda caso – è nipote di un Onorevole.
Premesso che i magistrati e giudici, appartenenti al Tribunale di Salerno, già denunciati dall’ Associazione
Governo del Popolo APS sono arrivati a più di 40. Un pubblico ministero, già pluridenunciato, ha deciso su
falsa denuncia del criminale di far rinviare a giudizio e far condannare per calunnia l’elemento scomodo che
ha denunciato il “Sistema Salerno”, proteggendo il criminale “raccomandato”. Si erano organizzati nei
minimi particolari, sicuri che la vittima predestinata, essendo da sola e difesa da un avvocato servo e
compiacente al Sistema, nulla avrebbe fatto contro la loro “onnipotenza”. Vengono volutamente fissate
tutte le udienze in camera di consiglio, senza pubblico, senza registrare le udienze, sicuri di portare a
termine, indisturbati, il loro disegno criminale. Interviene nel procedimento il Presidente dell’Associazione
Governo del Popolo APS a difesa della vittima, chiedendo di partecipare come parte civile per controllare
l’iter procedurale e che tutto sia svolto a norma di legge. Contestualmente viene sostituito l’avvocato della
vittima sacrificale.
Il Gup entra in crisi, il copione salta, viene rinviata l’udienza per esprimersi sul fatto se l’associazione
potesse partecipare o meno alle udienze ed al processo per CALUNNIA, che intendevano far partire quanto
prima per far tacere chi denuncia. L’udienza, infatti, viene rinviata a pochi giorni dopo. Nel frattempo in
data 31/05/19 il Presidente dell’Associazione parla con il Procuratore Generale informandolo sui fatti,
presentando contestualmente istanza di avocazione sui procedimenti sabotati, invitandolo ad adoperarsi
con la massima urgenza vista la gravità dei fatti. Il 6 giugno il Procuratore Generale non interviene.
All’udienza GUP il Presidente Francesco Carbone solleva delle eccezioni senza ricevere risposta da parte del
Gup e le sue dichiarazioni non vengono neanche riportate a verbale. A un certo punto il GUP non ritenendo
valida la richiesta di intervento dell’associazione, adducendo una motivazione assurda “per carenza di
interesse”, esclude l’Associazione quale parte civile e chiede al Presidente Carbone di uscire fuori dall’aula
per lasciarli soli. Il Presidente Carbone chiede al GUP, per l’ennesima volta, se in base alle notizie di reato
comunicate nelle memorie difensive, si fosse attivato per comunicarLe alla Procura competente. Il GUP non
risponde. Il Presidente Carbone chiede al GUP di sospendere il procedimento e di astenersi in quanto il
Pubblico Ministero (l’accusa) era stato più volte denunciato finanche alla D.N.A. (Direzione Nazionale
Antimafia) ed il GUP, grondando di sudore e grattandosi di continuo, non solo non risponde ma per
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CELL. 327 7858538 – EMAIL: ASSOCIAZIONEGOVERNODELPOPOLO@GMAIL.COM
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l’ennesima volta invita il Carbone ad uscire fuori dall’aula in quanto, a suo dire, pur essendo un’associazione
che difende e denuncia con il proprio socio/assistito, non può assistere al procedimento e non può
controllare se l’andamento del procedimento avviene in modo regolare oppure no.
All’ennesimo invito di uscire fuori dall’aula il Presidente Carbone risponde con un secco no, motivando al
GUP che prima avrebbe dovuto verbalizzare tutto ciò che avevo detto, specificandone le motivazioni per le
quali il Carbone veniva espulso dall’aula. Il GUP, quindi, sospende l’udienza per chiamare la pubblica
sicurezza. Il Presidente Carbone esce fuori dall’aula e chiama il primo poliziotto presente, lo invita ad
entrare in aula ed alla sua presenza finalmente riesce a far verbalizzare i reati omissivi del GUP ed i reati
che erano stati commessi dal PM e dal criminale, costituenti le accuse promosse nei confronti della vittima
sacrificale (che aveva osato denunciare il “Sistema Salerno”dentro al Tribunale).
Una volta messo a verbale ciò che fino ad allora non era stato inserito dal GUP, il Presidente esce dall’aula e
si reca dal Procuratore Generale per informarlo dei gravissimi reati che si stavano consumando in flagranza
di reato in udienza penale, chiedendo al Procuratore Generale spiegazioni del perché non fosse intervenuto
prontamente pur esistendo il cd. “codice rosso” (in materia di minori). Il Procuratore Generale, pensando di
lavarsene le mani, comunica al Presidente Carbone di aver assegnato la valutazione dell’avocazione senza
dire nulla sulla segnalata flagranza di reato che si stava consumando, invitando ancora il Presidente a fare
ulteriore richiesta scritta a cui avrebbe risposto. Il Presidente, a questo punto, a fronte della sua
strafottenza, lo informa che avrebbe scritto non a lui, ma a chi di competenza, come di fatto ha poi
presentato denuncia alla procura competente e non solo… unitamente alla denunciante “scomoda”.
Nel frattempo il GUP, visto che non sapeva più come motivare il rigetto delle eccezioni e dei quesiti
sollevati dagli avvocati della denunciante scomoda, rinviava l’udienza – e pur di fissarla il prima possibile –
dispone una “udienza speciale” per il successivo 11 giugno, pur non essendo Suo giorno di udienza e
sebbene dal 10 giugno sarebbe iniziato il completamento del trasloco del Tribunale penale di Salerno.
Tanta era la premura del GUP di rinviare a giudizio il denunciante scomodo, il prima possibile !!!
A questo punto, dopo aver parlato con chi di dovere, oltre a presentare regolare denuncia, si avvisano le
Autorità preposte che se nessuno fosse intervenuto prima dell’ 11/06 e se il GUP avesse continuato con la
sua condotta, in base all’art 383 del codice di procedura penale, il Presidente dell’Associazione Governo del
Popolo APS avrebbe provveduto personalmente all’arresto in flagranza di reato. Il giorno 11 mattina le parti
si recano in udienza, stranamente dinanzi alla porta sono presenti n. 4 carabinieri e n. 2 poliziotti, i quali
subito dopo l’arrivo delle parti vanno via, eccetto due che si alternano. Il GUP finalmente alza bandiera
bianca e si astiene dal procedimento, inviando il tutto al Presidente della Sezione e al Presidente del
Tribunale. Considerata la gravità delle denunce presentate, la Procure competente e le altre Autorità
interessate saranno costrette ad intervenire come la legge prevede. Questo è solo l’inizio di un domino che
porterà pulizia in tantissime Procure da tutti quei personaggi che sentendosi “DIO in terra” vanno contro
legge per favorire amici, compagni e fratelli di cosche o logge. Visto e considerato che sicuramente esistono
tantissimi altri casi di sopprusi ed abusi nei confronti dei cittadini da parte di magistrati, giudici ed avvocati,
l’Associazione Governo del Popolo APS invita tutti i cittadini che hanno subito ingiustizie, sia nel civile sia
nel penale, nel Tribunale di Salerno di contattare l’Associazione ai seguenti recapiti:
associazionegovernodelpopolo@gmail.com o 327 7858538, inviando preliminarmente messaggio whatsapp
o sms per fissare un appuntamento telefonico.

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