L’Anm sulla paventata soppressioni di alcune Corti d’Appello Siciliane

In data 29 novembre 2014, presso il Palazzo di Giustizia di Messina, si sono riunite le Giunte Distrettuali di Palermo, Caltanissetta, Messina e Catania, proseguendo il percorso di interlocuzione, di confronto e di collaborazione tra le A.N.M. siciliane già iniziato durante l’incontro svoltosi ad Enna nel maggio scorso.

In riferimento al paventato progetto di soppressione di alcune Corti d’Appello siciliane, le Giunte siciliane evidenziano la ferma contrarietà ad ogni ipotesi di soppressione ed indicano i motivi, qui di seguito specificati, che rendono tale progetto inattuabile, esoso, oltre che dannoso per la realtà criminale esistente su tutto il territorio siciliano.

Ed invero, la soppressione anche soltanto di alcuni dei presidi distrettuali minerebbe l’efficienza della giurisdizione in Sicilia e delle politiche di contrasto alla criminalità organizzata, proprio per la particolare diffusione capillare del fenomeno mafioso in tutta la Regione.

La soppressione di Uffici giudiziari distrettuali quali il Tribunale di Sorveglianza, il Tribunale per i Minorenni e la Procura dei Minori, la Direzione Distrettuale Antimafia, il G.U.P. distrettuale, il Tribunale Sez. Riesame (e, conseguentemente, anche di quelli investigativi distrettuali) determinerebbe, inevitabilmente, una perdita di “controllo” e di esercizio della legalità in un territorio da sempre caratterizzato da una pervicace presenza di criminalità organizzata.

Da ciò deriverebbe il rischio del rafforzamento del fenomeno mafioso in tutta la Sicilia.

Inoltre, le Giunta siciliane evidenziano le gravi difficoltà di ordine logistico e meramente materiale conseguenti ad un’eventuale soppressione di alcune Corti di Appello, mancando, allo stato, sia nelle sedi di Catania che in quelle di Palermo, degli edifici idonei a garantire l’eventuale accorpamento degli uffici giudiziari sopprimendi.

Del resto, la realizzazione di strutture adeguate comporterebbe dei costi talmente alti da rendere assolutamente antieconomico il detto accorpamento.

A ciò deve, altresì, aggiungersi la specificità del territorio caratterizzato anche da difficoltà nella rete di comunicazione viaria e ferroviaria non comparabili ad altre realtà nazionali.

L’eventuale soppressione di alcune Corti di Appello siciliane determinerebbe un indubbio depauperamento delle già depresse realtà sociali delle città sedi degli Uffici giudiziari sopprimendi, senza un corrispondente risparmio economico in termini di riduzione delle spese giudiziarie, essendo assolutamente necessario un eventuale intervento di edilizia giudiziaria.

Al riguardo, le Giunte siciliane rappresentano che il servizio Giustizia e l’esercizio della giurisdizione non possono essere analizzati in termini aziendali, facendo riferimento soltanto ai costi economici.

Anzi, si vuole evidenziare che la Magistratura siciliana ha sempre fornito allo Stato un contributo rilevante anche in termini economici, attraverso la confisca di ingenti quantità di beni immobili, di denaro e di interi patrimoni di soggetti appartenenti alla mafia, fornendo cospicue risorse alle casse dello Stato.

Si rileva che secondo i dati statistici forniti dall’Agenzia Nazionale per i Beni confiscati (dati ricavabili dal sito dell’Agenzia), la Magistratura siciliana fornisce allo Stato italiano circa il 40% dei beni confiscati e che il totale dei beni, confiscati definitivamente sino al gennaio 2013, ammonta a poco più di 11.000 di immobili e circa 1.700 aziende; quanto alle somme di denaro (contanti e titoli) confluiti nel Fondo Unico Giustizia, secondo dati forniti dalla Ragioneria Generale dello Stato, le risorse ammontano a poco più di due miliardi di euro alla data del 31 dicembre 2011.

A quanto sopra esposto occorre ancora aggiungere le gravissime carenze di personale amministrativo e giudiziario negli Uffici siciliani quale ulteriore fattore di criticità alla possibilità di accorpamento conseguente alla paventata soppressione di alcune Corti di Appello siciliane.

Le Giunte distrettuali siciliane, contrarie ad ogni paventata soppressione di Uffici distrettuali, si augurano che le dichiarate necessarie riduzioni di spesa non finiscano di essere da ostacolo alla qualità dell’esercizio della giurisdizione in una terra particolare come la Sicilia.

LE GIUNTE SEZIONALI DI CALTANISSETTA, CATANIA, MESSINA, PALERMO

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