L’allenatore di calcio ennese “emigrato” a Torino Sergio Colajanni ritorna su una panchina di una formazione maggiore

Negli anni 50 chi dai nostri territori si trasferiva a Torino lo faceva perché andava a lavorare per fare grande la Fiat. Dagli ani 80 invece il trasferimento dal Sud al Nord ed in particolare all’ombra della Mole era principalmente fatto da “cervelli” e quindi da insegnanti e successivamente da persone altamente qualificate che dopo aver studiato non trovando lavoro a casa loro cerca fortuna in una città che nel frattempo ha avuto la grande capacità di riqualificarsi passando da industriale a dei servizi. E tra i “cervelli” che hanno scelto di andare via da casa nostra ci sono anche quelli sportivi. Come l’ennese Sergio Colajanni che da domenica prossima siederà in una panchina di in club del girone C del campionato di Promozione piemontese. Sergio 43 anni che nella vita ha scelto di voler fare l’allenatore di calcio di professione, da 4 anni si è trasferito a Torino dove dirige insieme ad altri tecnici il Centro Formazione Giovani Calciatori, Accademia di calcio che collabora con numerose società professionistiche del Nord Italia e non solo, con cui ha contribuito a lanciare nel mondo dei professionisti numerosi calciatori anche del Sud ed anche della provincia di Enna. E proprio per la sua serietà e preparazione nel suo lavoro che lo ha da sempre contraddistinto anche quando allenava nelle formazioni dilettantistiche dell’ennese, è stato scelto dalla società della Piscinesseriva società di un piccolo centro alle porte di Torino per guidare la squadra sino al termine del campionato subentrando all’allenatore rimosso. E domenica prossima l’esordio sul campo Moretta. Come si sente Sergio per il suo ritorno in una panchina sernior dopo 4 anni di assenza? “Intanto voglio dire che non è mai piacevole subentrare ad un collega che è stato rimosso dal suo incarico – afferma – ma purtroppo il calcio è questo e ne dobbiamo prendere atto. Come mi sento per questo ritorno in una panchina maggiore? Certo non nascondo l’emozione. Ma voglio però precisare che anche se prendo questo incarico, il mio rapporto con il Centro Formazione Giovani Calciatori continua. Siamo riusciti ad organizzarci per potermi fare svolgere entrambi gli incarichi”. Che obbiettivi di sei prefissato con la Piscineseriva? Faccio l’allenatore di calcio per mestiere, per me non è importante la categoria ma il progetto, tra PiscineseRiva e Centro Formazione Giovani Clciatori ci sono tutte le potenzialità per realizzare grandi cose. Giocheremo sotto età con un gruppo composto per la maggior parte da ragazzi del ’98 e del ’99, con l’unico obiettivo di crescere i giovani in prospettiva Prima squadra”. Sali in corsa in una squadra che si ritrova con 35 punti in zona play off. “Si ma se vedete bene la classifica è molto corta. Da noi alla seconda in classifica la differenza è di soli 4 punti e con la prima di 8. Considerando che c’è un intero girone di ritorno può succedere di tutto. Ma ad ogni modo quello che mi interessa di più è che ci sia un gruppo di atleti molto giovani con cui poter lavorare molto bene”. Domenica prossima l’esordio sul campo del Moretta. “Non sarà un confronto assolutamente facile – continua – il Moretta con 21 punti si trova in zona Play Out e quindi vorrà a tutti i costi fare risultato pieno. Ma io sono molto fiducioso del gruppo che ho a disposizione. In questa prima settimana di lavoro ho potuto constatare che è composto da ottimi elementi. Sicuramente ci andremo a giocare la partita”. Un occhio a quanto si sta facendo calcisticamente nella sua città, Enna. “A Enna da alcuni anni a mio avviso è stato iniziato dalla nuova dirigenza dell’Enna calcio un ottimo lavoro soprattutto perché punta al settore giovanile e quindi alla valorizzazione dei giovani locali. Una società che sta cercando di fare le cose con oculatezza. E quando si lavora bene, programmando, senza fare il passo più lungo della gamba i risultati non possono non arrivare”.

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