Lago di Pergusa, nuovo censimento di volatili

Cardellino, merlo, usignolo di fiume, cinciallegra, cinciarella, capinera, occhiocotto, pettirosso, martin pescatore e persino storno comune. Sono i nomi delle diverse specie di uccelli che nei giorni scorsi sono stati inanellati sulle rive del lago di Pergusa da Giovanni Cumbo, della Stazione di inanellamento di Palermo, e da Rosa Termine, Biologo dell’università Kore.

Alle operazioni, che hanno previsto la cattura non violenta degli uccelli, l’apposizione sul tarso di un anello con un codice univoco internazionale e il loro rilascio, hanno assistito un gruppo di appassionati e alcuni studenti dell’Unikore che hanno anche potuto fare birdwatching dall’area attrezzata messa a disposizione dal Libero consorzio comunale di Enna che gestisce la riserva naturale pergusina. Da qui, è stato facile avvistare germani reali, mestoloni, aironi, cenerini, cormorani, falchi di palude, porciglioni, folaghe e polli sultani.

La biologa Termine, che nelle scorse settimane ha presentato al convegno nazionale di Ornitologia i risultati delle attività di inanellamento svolte in undici anni a Pergusa, ha spiegato che “tale studio, effettuato con i colleghi della Stazione di inanellamento palermitana, ha permesso di catturare e studiare 5.510 uccelli, appartenenti a oltre 50 specie, aggiungendone nuove al corposo elenco faunistico dell’area protetta; ciò è, inoltre, utile per l’attuazione di corrette strategie di conservazione della natura”.

In questi giorni si è potuto osservare come per esempio lo storno sia arrivato nel canneto di Pergusa a fine ottobre, invece che a settembre, dato il prolungarsi della bella stagione nel Nord Europa. Particolare attenzione è poi stata prestata al martin pescatore, uccello che in Europa si sta rarefacendo a causa della diminuzione degli ambienti riparali e dell’inquinamento delle acque, è stata inclusa tra le specie da tutelare.

Ma. Va.

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