Lago di Pergusa; censiti oltre 2 mila volatili

Si è svolto in questi giorni presso la Riserva Naturale Speciale del Lago di Pergusa, area protetta gestita dal Libero Consorzio Comunale di Enna, il consueto censimento invernale degli uccelli acquatici svernanti nell’ambito dell’IWC (International Waterbird Census), che ha permesso di rilevare oltre 2.000 soggetti appartenenti alle seguenti specie: Airone cenerino, Airone Bianco Maggiore, Codone, Cormorano, Falco di Palude, Alzavola, Canapiglia, Germano reale, Mestolone, Moretta comune, Moretta tabaccata, Moriglione, Folaga, Pollo sultano, Porciglione, Svasso piccolo, Svasso maggiore, Tuffetto; il numero dei Cormorani (uccelli pescivori) è risultato cospicuo per Pergusa, probabilmente perché attratti dai numerosi Pesci rossi, introdotti da parte di ignoti, che in prossimità delle rive formano densi assembramenti. Erano altresì presenti uccelli non acquatici tra cui Rondini montane, Fiorrancini e Lucherini. I censimenti sono stati effettuati da Rosa Termine, biologa dell’Università Kore di Enna, e da Roger Riddington, ornitologo britannico e direttore della prestigiosa rivista scientifica British Birds.

“Quando negli anni ’60 e ’70 è iniziato il processo di rivalutazione delle zone umide, sancito dalla Convenzione di Ramsar, gli uccelli -dichiara Rosa Termine-  sono stati usati come modello di riferimento per valutare la qualità e il livello di importanza delle zone umide stesse; infatti,  anche se l’avifauna rappresenta solo una piccola parte della biodiversità delle zone umide, la contattabilità e facilità di identificazione e censimento della maggior parte delle specie ornitiche, oltre alla loro rapidità di reazione e alla conoscenza delle loro esigenze ecologiche, rendono lo studio dell’ornitofauna lo strumento migliore per il monitoraggio e la valutazione della qualità degli ecosistemi”.

L’IWC viene effettuato nello stesso periodo in tutta Europa; il 2016 è un anno speciale dato che questi censimenti compiono 50 anni, durante i quali un elevato numero di persone, tra censitori “abilitati” e loro collaboratori, con binocoli, cannocchiali e obiettivi fotografici sono stati sul campo per osservare e monitorare gli uccelli che popolano le aree umide di tutta Europa. In tutto il territorio nazionale tale attività consente il rilevamento annuale di circa 1.400 zone, nelle quali complessivamente in media ogni anno sono censiti circa 1.300.000 uccelli acquatici. In Italia tale monitoraggio ornitologico che è stato effettuato tra l’8 e il 24 gennaio, è coordinato dall’ISPRA –Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente- che farà confluire tutti i dati raccolti in un archivio unico per tutta l’Europa, gestito dall’organizzazione olandese Wetlands International, che per l’occasione ha rilanciato anche due hashtag appositi: #‎IWC50 e ??#‎WaterbirdsCount. L’IWC permette analisi su scale geografiche tali da comprendere l’intero areale di svernamento delle varie popolazioni e consente la definizione di graduatorie d’importanza dei siti, dell’andamento numerico globale delle popolazioni e del loro stato di conservazione.

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