La Uil di Enna sulla rimodulazione della Rete Ospedaliera

“Sulla proposta o meglio sulla bozza formulata dall’Assessore alla Salute il quadro dirigente della UIL FPL, attraverso l’escutivo dei Segretari Generali riunitosi a Caltanissetta, ha espresso parere negativo.
Non siamo rimasti convinti sia nel metodo sia nel merito. Scarsa propensione al sistema delle relazioni sindacali poichè nessuna concertazione preventiva è stata effettuata con le segreterie di categoria ne tantomeno con quelle confederali, stante la delicatezza dell’argomento e la ricaduta che il piano regionale avrà sulle famiglie siciliane.
Non meno importante, poi, la mancanza di qualsivoglia coinvolgimento, con appositi tavoli sindacali, dei territori provinciali, per verificare le reali necessità ed i bisogni di salute, oltrechè per garantire i percorsi perequativi tra aree metropolitane ed i territori minori.
La proposta dell’Assessore è incompleta in quanto mancante dei dati relativi all’ospedalità privata e convenzionata e nulla dice in ordine alla integrazione della rete territoriale con quella ospedaliera.
La risposta ai bisogni di salute non può passare dalla semplice eliminazione delle Unità Operative Complesse poichè non si riesce a comprendere con quale logica e con quali criteri sono state cassate alcune Unità mentre altre sono state graziate. Altra questione sollevata da tutti i Segretari Generali è quella inerente la Dirigenza delle Professioni Sanitarie ad appannaggio solo di alcune strutture mentre le altre vengono totalmente dimenticate.
Nel nostro territorio non siamo riusciti a comprendere come mai scompare l’Unità Operativa Complessa della Pediatria dell’Umberto I generando tre Unità Operative Semplici nel territorio, quando, invece, la Pediatria del nosocomio ennese risulta essere un grossissimo punto di riferimento del bacino Enna – Caltanissetta ed Agrigento nonchè deve servire quale punto nevralgico per le Pediatrie di Piazza Armerina e Nicosia. I numeri parlano da soli! Ma non solo: l’attuale Unità Operativa Complessa soddisfa ampiamente alcuni parametri quali adeguata dotazione di servizi di degenza ordinaria, degenza a ciclo diurno, servizi ambulatoriali, congrua dotazione di risorse professionali, operative ed organizzative.
Inoltre, è punto di riferimento per tutta la provincia atteso che nel presidio ospedaliero c’è la radiodiagnostica, la rianimazione e cosa da non sottovalutare si trova in un presidio in cui nascono circa 1200 bambini l’anno. Solo nel 2017 le consulenze che il reparto ha effettuato sono state pari a 847.
Altra questione che è emersa da una lettura veloce dei dati trasmessi è la questione dell’Emodinamica. Non può essere individuata in un ospedale di base dove mancano la rianimazione, la dialisi, la banca del sangue h24, la radiologia, il laboratorio analisi e la neurologia sempre ad h24.
Le nostre osservazioni al momento si fermano qui ma ci ripromettiamo di richiedere delle rivisitazioni, della rete, nelle sedi assessoriali perchè l’attuale proposta non può essere accolta.
L’offerta sanitaria passa attraverso il coinvolgimento dei primari in quanto attrattori della stessa offerta; un piano di programmazione senza il coinvolgimento dei primari equivale alla guida di un autobus senza autista.
Lanciamo, pertanto, un allarme che è quello che preannunciammo anni fa ossia smantellamento del pubblico ed un occhio particolare verso il privato dove si annidano interessi economici forti.
A nostro giudizio continuerà a crescere il dato della mobilità passiva verso altre regioni con un ulteriore impoverimento dei nostri servizi.
In ultimo ci soffermiamo qualche momento sulle polemiche che hanno contraddistinto il dibattito degli ultimi giorni ossia sulla utilità o meno dell’Osservatorio. La laicità ed il riformismo che contraddistingue la nostra Organizzazione ci porta ad essere franchi e schietti, per come impostato e per gli obiettivi che esso si prefigura di raggiungere non è molto utile. Lasciamo perdere se alcuni aspetti della discussione sono ricondicibili al sistema delle relazioni sindacali o meno, la questione di fondo è un’altra: dall’Osservatorio ci si aspetta, qualora dovesse continuare ad avere la sua funzionalità, l’occuparsi dei temi di cui abbiamo ampiamente notiziato la cittadinanza e non come strumento collegato a pseudio processi. E’ giusto e corretto che la politica svolga il suolo ruolo a difesa dei cittadini quali destinatari dei servizi che vengono poi ad essi forniti e l’attuale momento quale quello in cui si discute di rete ospedaliera non può trovare gli attori divisi sulle argomentazioni ma semmai gli stessi devono ritrovare il dialogo nell’interesse dei lavoratori e dei cittadfini tutti”.

IL SEGRETARIO GENERALE UIL FPL ENNA: GIUSEPPE ADAMO

IL SEGRETARIO PROVINCIALE CON DELEGA ALLA SANITA’: GAETANO FARACI

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