La Sicilia rifiuta 80 milioni annui dallo Stato, M5S: “Musumeci e Armao buttano dalla finestra i soldi dei siciliani”

La Sicilia rifiuta 80 milioni annui dallo Stato, M5S: “Musumeci e Armao buttano dalla finestra i soldi dei siciliani”

La Regione ricorre alla Corte costituzionale impugnando la norma statale. Zafarana e De Luca: “Inaccettabile presa di posizione legata a interessi politici del momento”. Il capogruppo Pasqua: “Musumeci smentisce se stesso, che senso ha la sua parola?”. Stupore e amarezza del sottosegretario Villarosa e dei deputati Ficara e Varrica.

PALERMO (28 febbraio 2020) – “Il governo Musumeci sta rifiutando 80 milioni di euro annui assegnati dallo Stato. Quello che sta accadendo ha dell’incredibile e i cittadini devono saperlo”: lo dicono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, Valentina Zafarana e Antonio De Luca, che spiegano come “tante trattative e norme ‘ad regionem’ che hanno aiutato la Sicilia ogni giorno di più, grazie ad un governo Conte sempre sensibile e attento alle esigenze, anche contabili, dell’Isola, rischiano adesso di risultare vane a causa della decisione del governo regionale di impugnare di fronte alla Corte costituzionale la norma che assegnava 80 milioni di euro annui alla Sicilia. Musumeci e Armao buttano dalla finestra i soldi dei siciliani”.

“Anziché usarli – proseguono Zafarana e De Luca – per mettere in sicurezza, anche finanziaria, le province siciliane, la giunta Musumeci ha deciso di privare i cittadini siciliani di questi fondi, perché ritiene siano pochi. Una inaccettabile presa di posizione legata esclusivamente agli interessi politici del momento, che va a danno esclusivo dei cittadini che continueranno a non vedere erogati i servizi che gli enti locali avrebbero dovuto garantire anche con quei soldi”.

“Che valore ha, allora – si chiede il capogruppo all’Ars, Giorgio Pasqua – la parola di Musumeci, se prima si accorda in un senso ma poi smentisce se stesso e quanto da egli stesso convenuto? Dispiace doverlo ammettere, ma dopo questo episodio Musumeci passerà alla storia come il presidente che non riusciva a mettersi d’accordo con se stesso”.

“Mesi e mesi di interlocuzioni – specifica Alessio Villarosa, sottosegretario all’Economia del governo Conte e primo attore della trattativa Stato-Regione – per assistere, una volta portato a casa un risultato senza precedenti, ad un voltafaccia che potrebbe seriamente minare tutto il lavoro svolto per le nostre ex province. Per fare qualche esempio, l’ex Provincia di Messina potrebbe ben 10 milioni di euro l’anno, Palermo 17,7 e Catania 16,26. Con questa incomprensibile scelta si creerà un gravissimo danno a tutti gli enti locali coinvolti, e di conseguenza ai cittadini”.

Stupore e sgomento anche dai parlamentari Paolo Ficara e Adriano Varrica: “Per del bieco tornacontismo politico – commentano – si vuole mandare in fumo il lavoro condotto con serietà e scrupolo nell’ultimo anno e mezzo. Ma così facendo, la Regione di Nello Musumeci si dimostra il primo nemico dei siciliani. Il giochino dello scaricabarile sul governo nazionale ha stancato. Inizino a fare qualcosa di concreto anziché filosofia del bastian contrario. Abbiano messo in campo misure straordinarie per la Sicilia, iniziando a riparare ai guasti della politica regionale. Non è la soluzione definitiva, è chiaro. Però abbiamo avviato un cammino forte verso il risanamento e la possibilità di salvare lavoratori e servizi. Incomprensibile questa mossa di Musumeci. Più che uno sgambetto, un tackle da cartellino rosso sui siciliani”.

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